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Archiviato il caso della donna turca che ha ucciso il marito violento

Di Cinzia Rizzi Agenzie:  AFP
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Archiviato il caso della donna turca che ha ucciso il marito violento
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Un tribunale turco ha liberato lunedì sera Melek Ipek, finita a processo per aver ucciso il marito violento. I giudici hanno stabilito che si è trattato di autodifesa. Una decisione più unica che rara in Turchia, accolta con soddisfazione dalle associazioni anti femminicidio.

La 31enne era stata arrestata a gennaio per aver sparato al marito con un fucile da caccia, dopo che lui l'aveva ammanettata e picchiata per ore, minacciando di uccidere lei e le due figlie. Aveva scioccato il Paese la foto del suo viso tumefatto.

"È incredibile, è impossibile da descrivere", racconta Melek, all'uscita dal tribunale di Antalya. "Non avrei mai voluto che si arrivasse alla sua morte. Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuta, che sono stati al mio fianco".

Il tribunale ha respinto il caso - il procuratore aveva chiesto fino a 6 anni di carcere - sulla base delle dichiarazioni dei testimoni, comprese quelle delle figlie di Melek, che hanno assistito agli abusi per anni, sostenendo che la donna ha agito per "autodifesa", per proteggere la sua "integrità fisica e sessuale".

Questa decisione permette a tutta la nazione di tirare un "sospiro di sollievo", ha detto l'avvocato della difesa, Ahmet Onaran.

L'archiviazione del caso arriva un mese dopo la decisione del presidente Recep Tayyip Erdogan di ritirare la Turchia dalla Convenzione di Istanbul, sulla violenza contro le donne. La violenza domestica e il femminicidio rimangono un problema molto diffuso nel Paese.

Solo l'anno scorso, 300 donne sono state uccise, secondo il gruppo We Will Stop Femicide.