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La Commissione Europea regolamenta l'Intelligenza Artificiale

Di Alberto De Filippis
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La Commissione Europea regolamenta l'Intelligenza Artificiale
Diritti d'autore  MAURO PIMENTEL/AFP
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Come potenziare l'intelligenza artificiale rispettando i diritti dei cittadini? La Commissione Europea ha presentato una proposta legislativa che vieta, ad esempio, l'utilizzo di sistemi di identificazione biometrica negli spazi pubblici.

L'intelligenza artificiale consente alle macchine di analizzare e imparare dall'ambiente e prendere decisioni per raggiungere obiettivi specifici.

Ciò comporta alcuni rischi ed è per questo che la vicepresidente Vestager vuole affrontarli per creare "fiducia" nei cittadini.

Margrethe Vestager Vicepresidente della Commissione Europea: "Il nostro quadro giuridico non considera l'Intelligenza artificiale una tecnologia a sé, ma guarda a cosa serve e come viene utilizzata. Ci vuole un approccio basato sul rischio fondato, sulla logica: maggiore è il rischio che un uso specifico di questa tecnologia può causare alle nostre vite, più rigorosa dev'essere la regolamentazione ".

La Commissione intende stabilire 4 categorie di rischio per questa tecnologia:

Rischio minimo: vi rientrano ad esempio i filtri antispam,

Rischio limitato: i cittadini dovrebbero essere consapevoli che interagiscono ad esempio Chatbot, una macchina che chatta con voi,

Alto rischio: ci saranno obblighi rigorosi, come la supervisione umana e l'alta qualità di set di dati per evitare discriminazioni,

Rischio inaccettabile: sono i sistemi vietati, ad esempio la vigilanza di massa da parte degli stati

Alcune eccezioni all'identificazione biometrica potrebbero essere consentite quando è strettamente necessario. Come nella ricerca di un bambino scomparso o per prevenire una minaccia terroristica specifica e imminente.

Così Thomas Boué Direttore generale EMEA: "Se parliamo, ad esempio del caso del riconoscimento facciale, ci possono essere usi positivi. Sbloccare il telefono è qualcosa che faccio un centinaio di volte al giorno e che comporta un rischio molto inferiore rispetto all'utilizzo negli spazi pubblici per identificare le persone. Quello che dobbiamo fare è leggere il contesto, lo scopo per cui usiamo l'intelligenza artificiale".

Ci vorranno anni prima che la proposta entri in vigore. Ma la Commissione si aspetta che sia all'avanguardia a livello globale, come è successo per la protezione dei dati personali.