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L'Ue bacchetta la Russia, ma non la sanziona

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L'Ue bacchetta la Russia, ma non la sanziona
Diritti d'autore  FRANCOIS WALSCHAERTS/AFP
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Niente sanzioni alla Russia per le manovre militari nei pressi dell'Ucraina, il maggiore movimento di truppe nella regione dall'annessione della Crimea nel 2014. I ministri degli esteri dell'Unione europea, al termine di una videoconferenza informale, si sono limitati a esprimere solidarietà nei confronti di Kiev. Nelle parole dell'alto rappresentante agli affari esteri dell'Unione europea Josep Borrell, "Ci sono oltre 150 mila soldati russi che si stanno ammassando ai confini con l'Ucraina e in Crimea. Il rischio di ulteriore escalation è evidente. Dobbiamo elogiare l'Ucraina per la sua controllata risposta e sollecitiamo la Russia a diminure e attenuare le tensioni".

Borrell ha anche fatto riferimento alla salute di Alexei Navalny. L'oppositore politico è stato arrestato il 17 gennaio al suo arrivo a Mosca dopo essere stato curato in Germania per un tentativo di avvelenamento, che lui attribuisce al Cremlino. "La situazione sta peggiorando - ha dichiarato Borrell -, e oggi noi trasmettiamo un messaggio unitario alle autorità russe: sono responsabili della sicurezza e della salute di Navalny e ne terremo conto".

Ma il capo della diplomazia europea ha precisato che ulteriori sanzioni per entrambi i casi non sono all'ordine del giorno. Una risposta troppo debole da parte dell'Unione europea, secondo l'analista Gustav Gressel: "L'Europa fa questi appelli al dialogo per il dialogo fine a se stesso e chiede di impegnarsi per l'impegno fine a se stesso. Non è questo il modo in cui bisogna trattare Putin, bisogna essere molto concreti, molto duri, bisogna manovrare per minacciare e contrattare. E devo dire che altri leader, come Erdogan in Turchia o Aliev in Azerbaigian stanno osservando molto da vicino in particolare cose come il trattamento di leader dell'opposizione, attivisti per i diritti umani, per vedere fin dove arriverà Putin e poi in pratica imitare questo tipo di comportamenti".

Secondo Gressel l'Europa, in quanto casa comune dello Stato di diritto, si sta sgretolando proprio a causa di questo tipo di negligenze.