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Covid-19, immunità di gregge, lo studio dell'Università di Innsbruck

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Una ricerca condotta nella cittadina austriaca di Ischgl, stazione sciistica, località tra le più colpite dalla pandemia in Austria, ha rilevato che otto mesi dopo aver contratto il virus la stragrande maggioranza delle persone è ancora immune.

Lo studio incentrato sull'immunità di gregge è molto confortante e offre molti dati sui tempi dell'immunità e sul fatto che l'effetto immunità di gregge potrebbe manifestarsi prima del previsto.

L'agenzia di salute pubblica austriaca Ages ritiene che l'epidemia di Ischgl, in cui si sono infettate migliaia di persone provenienti da tutta Europa, sia iniziata nel febbraio dello scorso anno, prima ancora che venissero rilevati i primi casi in Austria.

Wegene Borena, coordinatrice della ricerca: "Abbiamo fatto diversi test per ottenere risultati validi, il 90% delle persone testate una prima volta, che sono regolarmente seguite hanno anticorpi, nel gruppo di coloro che sono testati per immunità cellulare sono immunizzati al 70%".

"Se ci atteniamo al rispetto delle misure barriera, con un tasso di vaccinazione del 40-50% si potrebbe tornare a una vita normale, in base al modello di Ischgl".

La ricerca è stata condotta dall'università di Innsbruck, si tratta di uno degli studi più importanti fatti sull'infezione.

Lo studio ha rilevato anche un leggero calo della concentrazione di anticorpi ma l'immunità resta stabile e la seconda ondata è stata molto più lieve.

Con la campagna vaccinale che segna il passo, si temeva che raggiungere l'immunità di gregge potesse richiedere molto più tempo. Oggi forse si può essere piu ottimisti.