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The Lancet: il vaccino russo Sputnik V è efficace al 91,6%

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Di Euronews
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The Lancet: il vaccino russo Sputnik V è efficace al 91,6%
Diritti d'autore  Pavel Golovkin/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Oltre un milione e mezzo di persone in Francia hanno ricevuto un vaccino anti-Covid, meno di 68.00 hanno fatto il richiamo. Alle critiche per la lentezza della campagna d'immunizzazione, Emmanuel Macron ha risposto assicurando che entro l'estate tutti gli adulti francesi avranno avuto la possibilità d'immunizzarsi. Diversi impianti si stanno infatti riconvertendo per dedicarsi alla produzione di vaccini. Macron ha invitato i gruppi farmaceutici interessati ad appoggiarsi a questi nuovi siti e a non temere violazioni della proprietà intellettuale.

Nonostante il contingentamento delle dosi, la Francia per il momento non vuole somministrare il vaccino AstraZeneca agli over 65. Una posizione condivisa con molti Paesi, compresa l'Italia.

Con un comunicato pubblicato il 2 febbraio l'Agenzia italiana del farmaco scrive: "A seguito delle numerose interpretazioni di stampa delle ultime ore, AIFA precisa che la posizione della Commissione Tecnico Scientifica è rimasta invariata rispetto a quella espressa nella riunione di sabato 30 gennaio. In attesa di ulteriori studi, l’indicazione per il vaccino AstraZeneca resta preferenzialmente per la popolazione tra i 18 e 55 anni e senza patologie gravi, per la quale sono disponibili dati più solidi.Si attendono maggiori evidenze sul rapporto beneficio/rischio del vaccino AstraZeneca prima di suggerirne la somministrazione nei soggetti di età più avanzata."

Intanto Vladimir Putin sorride perché il suo Sputnik V è stato riconosciuto efficace da uno studio peer-reviewed apparso sulla prestigiosa rivista medica internazionale The Lancet. "L'analisi della fase tre della sperimentazione mostra un'efficacia del 91,6% e un'ottima tolleranza da parte dei pazienti", si legge nel rapporto pubblicato.

Lo sviluppo del vaccino Sputnik V era stato accolto con diffidenza dalla comunità internazionale per la velocità con la quale è stato prodotto e per l'assenza di trasparenza nei dati.

In un'intervista Angela Merkel ha detto di aver parlato con il Presidente russo. "Qualsiasi vaccino è benvenuto nell'Unione europea", ha dichiarato, "Ma solo quelli che hanno il necessario via libera dell'Ema verranno ammessi". A questo proposito l'Agenzia europea dei medicinali è in contatto con l'istituto Gamaleya che ha sviluppato il prodotto e si prevede che nei prossimi giorni inizi ad analizzare il dossier.

L'Ungheria è il primo Paese dell'Unione a non aver atteso il via libera dell'Ema, martedì ha ricevuto le prime 40mila dosi. Oltre alla Russia, diciassette Stati lo hanno richiesto, tra cui Bielorussia, Armenia, Iran, Algeria, Tunisia, Pakistan, Corea del sud, Venezuela, Argentina e, l'ultimo arrivato, Messico. Il Ministero della Salute ha firmato un contratto per 400mila dosi in consegna questo mese.