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La tragica situazione degli agricoltori spagnoli, dopo la tempesta Filomena

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La tragica situazione degli agricoltori spagnoli, dopo la tempesta Filomena
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Sono passate più di due settimane dalla tempesta Filomena, che ha lasciato il segno nelle campagne di Madrid. Molte meno mucche e pecore... alcune muoiono a causa del freddo glaciale, altre perché gli allevatori non hanno potuto nutrirle, a causa della neve. Alcuni bovini sono di nuovo al pascolo, ma il settore stima una perdita di 6 milioni di euro nella regione.

"Prima davo ai miei animali una certa quantità di mangime, ora devo moltiplicarla per 3, per fare in modo che mantengano lo stesso peso", spiega un agricoltore, Jorge Izquierdo. "Se dimagriscono troppo, non saranno in grado di nutrire i vitelli e anche loro moriranno".

La maggior parte delle coltivazioni all'aperto nelle zone rurali è stata distrutta dalla tempesta. Le serre non sono state risparmiate. Il proprietario di questa fattoria dice che le riparazioni necessarie gli costeranno almeno 100.000 euro.

"Il problema non è quello che è già andato perso, ma come andrà la stagione, che significa ancor più perdite", dice ai nostri microfoni Javier de la Peña. "Se non si pianta - e non si può piantare ora - tutti questi mesi si tradurranno in perdite e basta".

Gli agricoltori in Spagna hanno già difficoltà a tramandare le fattorie ai propri figli. La tempesta Filomena ha creato ulteriori ostacoli al settore agricolo.

Gli agricoltori puntano il dito contro il governo. Sostengono che ottenere aiuti pubblici sia lento e complicato, a causa della lunga burocrazia. E questa situazione non facilita le cose.

Secondo l'Unione dei piccoli agricoltori e allevatori di Spagna i 16 milioni di euro di aiuti che sono stati promessi erano stati messi in bilancio prima della tempesta. Il problema, dicono, risale a molto tempo fa.

"Se gestisci un'azienda agricola, agroalimentare o d'allevamento, che ha profitti molto bassi e improvvisamente una tempesta come Filomena distrugge tutto, non ci sono soldi per rimetterla in piedi", spiega Monica Alvaro, del sindacato dei piccoli agricoltori. "Soprattutto perché c'è stato poco profitto negli ultimi anni, nessuno è disposto a investire".

Le autorità regionali stimano perdite per 46 milioni di euro nel settore primario e chiedono al governo centrale più sostegno.