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Covid-19, sta davvero funzionando SURE, il piano Ue a tutela dell'occupazione?

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Covid-19, sta davvero funzionando SURE, il piano Ue a tutela dell'occupazione?
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Come procede e quali risutati sta ottenendo l'iniziativa della Commissione europea SURE (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency) che garantisce prestiti agli Stati membri per salvaguardare i posti di lavoro e l'attività delle imprese durante la pandemia?
La strategia europea di contenimento della disoccupazione e tutela dei redditi è al centro della puntata di Real Economy su Euronews.

Il programma europeo "Sure"

Si chiama SURE (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency) e si sviluppa secondo lo schema già attivato in Germania per il sostegno statale al part-time, ben conosciuto dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, quando era titolare del dicastero del Lavoro in Germania.

Nella versione europea, estendibile anche ad agricoltori e pescatori, il meccanismo opera in aiuto ai sistemi di ammortizzatori sociali nazionali, supportando i programmi governativi per il lavoro a tempo ridotto.

Ora l'Unione europea sta intervenendo per fornire agli Stati membri un sostegno finanziario fino a 100 miliardi sotto forma di prestiti concessi a condizioni favorevoli.

SURE è vista come una "seconda linea di difesa" a salvaguardia dei posti di lavoro e delle attività d'impresa.

Anche se nell'area euro la disoccupazione è destinata a salire al 9,4% nel 2021 rispetto al 7,5% del 2019, si tratta di un dato basso se paragonato al calo dell'attività economica.

Le testimonianze dalla Lituania

Uno dei paesi che beneficia di un prestito SURE è la Lituania. Euronews è andata nella capitale Vilnius per incontrare alcuni imprenditori ''verdi''.
Kristina e Dovile hanno aperto il loro negozio di piante nel settembre 2019. Qualche mese dopo c'è stato il primo blocco e hanno dovuto abbassare le serrande. Un duro colpo, ammortizzato dalle sovvenzioni statali. "Abbiamo avuto il sussidio per il salario del nostro dipendente - spiega Kristina - e più tardi abbiamo avuto il sovvenzionamento per l'affitto. Ci ha aiutato molto e abbiamo avuto la possibilità di sopravvivere, credo".

Circa il 90% dello stipendio dei loro dipendenti era coperto dal regime di aiuti del governo. Nonostante abbiano guadagnato solo la metà del previsto, le sorelle sono riuscite ad aprire un altro negozio e ad assumere altre 3 persone. Ma la pandemia ha portato a una nuova chiusura. "Continueremo a lavorare perché abbiamo l'internet shop - aggiunge Dovile - dobbiamo mantenere tutto, e lavoreremo per ricevere supporto. Sono un bel po' di scartoffie per mia sorella".

La spesa pubblica sta aumentando per sostenere imprese come il negozio di Kristina e Dovile e per proteggere i lavoratori dalla perdita dell'occupazione. La Lituania riceve un supporto attraverso lo strumento europeo SURE, sotto forma di un prestito a basso interesse pari a circa 600 milioni di euro.

Grazie all'aiuto dell'Unione europea, la Lituania prevede di spendere quasi 900 milioni di euro nel 2021 per finanziare le indennità e i sussidi salariali.

Secondo Inga Balnanosiene, direttore Servizi Pubblici per l'Impiego, "la solidarietà di tutti i membri dell'Unione è molto importante. Con il bilancio dello Stato - dice - avremmo potuto sostenere solo il il 20% delle persone che hanno nevcessità del supporto finanziario".

Come fotografo freelance, anche Martynas Nikitaravičius ha beneficiato di questo supporto, quando la prima ondata della pandemia gli ha portato via l'80% del suo reddito. Ma, a differenza dei lavoratori dipendenti, gli autonomi ricevono circa 250 euro al mese, meno della metà del salario minimo.

Nell'eventualità di un altro blocco, le speranze di Martynas sono riposte nel vaccino, in modo da poter tornare rapidamente al lavoro e al suo reddito abituale. Quanto a Kristina e Dovile, si affidano alle vendite del loro Internet shop e a un maggiore aiuto finanziario per mantenere il negozio in attività, con tutti e 4 i dipendenti.

Lo scenario economico, secondo Paolo Gentiloni

Intervistato da Euronews, Paolo Gentiloni, Commissario Ue per l'Economia, definisce meglio il quadro in cui il programma SURE opera: "Le conseguenze sociali sarebbero state enormi senza questi programmi a sostegno dell'occupazione in tutti i Paesi europei - chiarisce Gentiloni - così abbiamo deciso di supportarli. Abbiamo reso capaci tutti gli Stati membri di reagire con forza a questa congiuntura. E così, formalmente, il tasso di disoccupazione dell'Ue non è aumentato in modo spaventoso".

Sulla critica, avanzata da più parti, che si tratti di un palliativo, una misura in grado solo di rinviare il problema, Gentiloni non si nasconde: "Stiamo ritardando chiusure e licenziamenti, ma ritardare è, credo, la cosa giusta da fare. Quando si è in una crisi del genere, è necessario agire così: reagire, costruire una risposta comune, c'è bisogno di una strategia per aiutare la ripresa economica, ma nel primo periodo della crisi, bisogna salvare i posti di lavoro".

Nel tweet Eurostat: "Il mercato del lavoro dell'UE ha recuperato in una certa misura nel terzo trimestre 2020 #COVID19.

? _L'occupazione è aumentata ?, il rallentamento del mercato del lavoro è diminuito ? , le assenze dal lavoro sono tornate ai livelli pre-COVID ?
_

Com'era la situazione nel vostro paese ❓ ?"

Il nodo dei lavoratori autonomi, supportati in maniera meno incisiva, è ben chiaro al Commissario europeo Gentiloni, che aggiunge: "Incoraggiamo gli Stati membri a intervenire, ma non entriamo nei loro sistemi. Questo non è lo scopo del SURE. Sono pienamente consapevole del pericolo di avere, in questa crisi, due mondi: un mondo di occupati nelle grandi imprese, un altro di medie imprese tradizionalmente protette da questi meccanismi e un altro ancora di lavoratori autonomi, con posti di lavoro precari non protetti".

La pandemia è ancora presente, nonostante i vaccini, e il futuro dell'economia dipende fortemente da quanto sarà efficace la campagna di vaccinazione. "Qualcosa è certo - conclude Gentiloni - stiamo entrando nel primo trimestre del 2021 in una situazione difficile. Non siamo in ripresa. Stiamo ancora lottando".

Risorse addizionali per questo articolo • Cameraman Lituania: Christophe Obert