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Spagna, boom del commercio di abiti usati

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Madrid
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Sbarca anche in Spagna la tendenza a vendere e comprare vestiti usati. Una tendenza alimentata dalle tante app installabili sul telefono e che rendono più facile accaparrarsi i feticci tanto ambiti a prezzi stracciati. Un modo per apparire "al top" pur senza averne i mezzi.

Virginia, consumatrice modello, si dice contenta di poter "comprare ogni giorno cose nuove", di guadagnarci perfino dei soldi, e di sentirsi molto gratificata da tutto questo.

La pandemia sembrerebbe aver spinto il settore degli abiti usati: le piattaforme on line hanno visto crescere i capi in offerta del 17 per cento. Crisi economica e desiderio di non separarsi dalle griffe che fanno status, sono due possibili cause di questo fenomeno.

Enrique, un altro acquirente medio, rivela la sua compulsività davanti ai vestiti firmati. In fondo, nella logica dell'apparire, i capi più ambiti servono solo pochi giorni, o poche ore perfino. E così torna attuale il vecchio sistema dell'affito. Mercedes, imprenditrice del settore, vede il suo lavoro come un servizio, che permette a molti di provare ogni giorno uno stile diverso senza dover spendere una fortuna.

Gli addetti ai lavori presentano il settore degli abiti usati come qualcosa di più di un semplice commercio economico di oggetti fortemente connotati da marchi e statsus symbol.

Questa esperta, ad esempio, parla di economia circolare, riuso delle risorse e riciclaggio delle materie prime, e li associa alla tendenza a comprare e vedere abiti di seconda mano.

Tra statistiche e buon senso, per il futuro ci si attende una ulteriore espansione del mercato dei vestiti usati. Come se invece di scegliere come abbigliarsi, molti riflettessero su quale abito di scena indossare, magari risparmiando sulle spese.