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L'Annus Horribilis dei festival cinematografici

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Di Frédéric Ponsard
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L'Annus Horribilis dei festival cinematografici
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Un anno cominciato con i migliori auspici per il cinema si è trasformato in una sceneggiatura horror. Ripercorriamo come l'hanno vissuto i maggiori festival europei.

Una Berlinale sotto il segno delle donne

L'anno era iniziato bene, con una Berlinale sotto il segno delle donne, Orsi d'oro e d'argento per Dame Helen Mirren, Elle Fanning o ancora Paula Beer. Ed era stata l'attrice iraniana Baran Rasoulof a brandire l'Orso d'oro per il miglior film: a suo padre Mohammad non era stato permesso lasciare il paese.

Un premio per un film, Il male non esiste, che parla di libertà individuali e pena di morte seguendo il percorso di diversi personaggi nell'Iran contemporaneo.

Cannes: un deserto postapocalittico

Poi è accaduto l'inimmaginabile: una Croisette deserta a maggio, niente Festival di Cannes. È la pandemia che ha steso il suo velo di desolazione, in una sceneggiatura mai scritta da nessun cineasta. Niente star, niente red carpet. Solo un Palazzo del festival vuoto.

La selezione ufficiale sarà però resa pubblica a luglio, e qualche proiezione si terrà a ottobre, ma solo per i residenti. In quell'occasione, Thierry Frémaux, delegato generale del festival, giustificherà così la decisione: "Non volevamo non andare a Cannes, ed è per questo che siamo qui, per incontrare gli spettatori e accendere questo schermo, e fare in modo che quest'anno alcuni film della selezione ufficiale siano proiettati nel Palazzo del festival".

Venezia e San Sebastián tra un lockdown e l'altro

La Mostra del Cinema di Venezia si è invece potuta tenere, tra un lockdown e l'altro, ma con pochi spettatori e molte restrizioni sanitarie. Poche anche le star. Ma la giuria, presieduta da una Cate Blanchett pronta a dare il buon esempio, ha assegnato il Leone d'oro al capolavoro della cinese Chloé Zhao, con Frances McDormand protagonista nei panni di una nomade senzatetto. Nomadland sarà sugli schermi nel 2021.

È andata bene anche al Festival di San Sebastián, tenutosi alla fine di settembre, dove sono anche stati recuperati diversi film inizialmente selezionati per Cannes. Ed è stata una giovane georgiana, Dea Kulumbegashvili, ad aggiudicarsi la Concha de Oro per il suo primo lavoro, "Beginning". Lei ha ammesso: "In un primo lungometraggio tutto è nuovo, ma soprattutto quest'anno, con il Covid, è la prima volta che assisto a una proiezione con un pubblico presente qui per me, quindi è tutto strano..."

Un film duro, difficile, atteso per la riapertura dei cinema...

Journalist • Selene Verri