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Olio greco: un'altra vittima della crisi Covid

Olio greco: un'altra vittima della crisi Covid
Diritti d'autore Adel Hana/Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Eloisa Covelli
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Mancano i braccianti stranieri, risorsa indispensabile per il settore

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La Grecia è a corto di braccianti. I lavoratori stagionali stranieri, usati per la raccolta di olive, quest'anno non sono potuti entrare a causa della chiusura delle frontiere. I produttori si fanno aiutare dalle loro famiglie e dai pochi autoctoni disposti a fare questo lavoro. Quindi la produzione dell'olio è un'altra vittima della crisi scatenata dalla pandemia

Non ci sono braccianti per la raccolta. Non possiamo prendere tutte le olive. Siamo quattro fratelli, stiamo facendo da soli
Panagiotis Outsikas
produttore di olive

Le entrate del settore non supereranno i 650 milioni di euro con un crollo del 20 percento del fatturato dello scorso anno, la cui produzione si è attestata sulle 275mila tonnellate del 2019

Gli altri anni arrivavano un centinaio di stranieri nel nostro paese per raccogliere le olive, quest'anno ne sono arrivati solo 15
Nikos Argyrakis
produttore di olive

La Grecia è il quarto produttore di olio del mondo dietro a Spagna, Italia e Tunisia. Il 60 percento è destinato all'esportazione. Quest'anno è ancora più importante, dato che il consumo interno è crollato a causa della chiusura dei ristoranti.

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