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Francia, seconda settimana di protesta contro la legge sulla sicurezza

Di euronews
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Francia, seconda settimana di protesta contro la legge sulla sicurezza
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Secondo fine settimana di proteste, in Francia, contro la nuova controversa legge sulla sicurezza annunciata dal governo. A Parigi la mobilitazione ha registrato aspri scontri con la polizia, con un bilancio pesante di vetrine rotte e auto in fiamme. Distrutta la sede di una agenzia immobiliare e danneggiata quella di una banca. Gli agenti hanno usato la forza impiegando anche i gas lacrimogeni. Più di 20 persone sono state arrestate

Oltre che nella capitale manifestazioni si sono svolte in tutto il paese. A Lille, nel nord, la protesta è stata pacifica ma determinata. Adrien Quatennens, deputato di France Insoumise: "Questa legge è una vergogna per la Francia, che è sotto una pioggia di accuse, dall'ONU a un centinaio di organizzazioni per i diritti umani. E come risponde il presidente Macron? Con un messaggio su Facebook e una esibizione di due ore e mezza su un social network di un giornalista che ha subito violenze la scorsa settimana. Siamo qui per dire una cosa: devono fare marcia indietro, questa legge deve essere ritirata".

Venerdi Macron era intervenuto a un dibattito su un popolare sito web, riconoscendo il problema della violenza e del razzismo della polizia francese, ma ha negato le accuse di una deriva autoritaria.

"Non posso permettere che si dica che le libertà siano ridotte nel nostro Paese, non si può dire che non ci sia un dibattito democratico, a volte un po' vivace, e in ogni caso io ne sarò garante, ma oggi ci troviamo di fronte a violenze a volte senza precedenti, di fronte a nuovi rischi, li abbiamo vissuti per il terrorismo. Dobbiamo costruire, nel quadro delle nostre libertà e dei nostri diritti, i mezzi per rispondervi".

Anche il partito del presidente Macron si è impegnato a una riscrittura completa della parte del disegno di legge che impedirebbe di documentare l'azione delle forze di polizia, dopo lo scandalo del pestaggio da parte di un gruppo di agenti di un produttore musicale parigino documentato dalle telecamere di sicurezza dello studio della vittima. Un episodio che ha sollevato l'indignazione di molti francesi facendo riflettere sul pericolo che abusi del genere, in presenza della contestata legge, non si sarebbero mai potuti dimostrare.