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Francia, tutti i guai di Sarkozy: iniziato il processo per corruzione a Parigi

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Di Stefania De Michele
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Francia, tutti i guai di Sarkozy: iniziato il processo per corruzione a Parigi
Diritti d'autore  Michel Euler/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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Un inedito, per la Francia, quello di vedere un ex presidente alla sbarra: la prima volta è di Nicolas Sarkozy, il cui processo per corruzione e traffico di influenze si è aperto a Parigi.

Secondo l'accusa, nel 2014, tramite il suo legale Thierry Herzog, l'ex capo dell'Eliseo avrebbe tentato di ottenere illegalmente informazioni da un magistrato della Corte di Cassazione, Gilbert Azibert.
Sarkozy ed Herzog rischiano entrambi 10 anni di carcere e una multa di 1 milione di euro.

A sua volta a processo, il giudice Azibert deve rispondere di una presunta fuga di notizie relative all'indagine per il sempre presunto finanziamento illegale della campagna presidenziale di Sarkozy del 2007 da parte dell'ereditiera L'Oreal Liliane Bettencourt.

Per evitare di essere identificati attraverso le intercettazioni telefoniche, l'avvocato di Sarkozy ha pensato di comprare un cellulare sotto falsa identità. La scelta è caduta su un suo vecchio compagno di liceo, Paul Bismuth, agente immobiliare a Netanya, poco lontano da Tel Aviv, investito da una spiacevole notorietà.

Secondo Frederik-Karel Canoy, avvocato di Paul Bismuth, il suo assistito subisce un danno morale permanente: "Immaginate - dice - quanto la situazione sia oggetto di equivoci e quanto il mio cliente possa essere danneggiato anche per il fatto che, invece di dire "processo Sarkozy", si dica "processo Paul Bismuth". E quindi - aggiunge il legale - oggi Bismuth vuole che questo pregiudizio sia giustamente riparato".

Insieme ad altre 13 persone, Sarkozy dovrà affrontare un altro processo nella primavera del 2021: l'ex presidente deve rispondere di presunto finanziamento illegale in occasione della campagna presidenziale del 2012.

Il suo partito conservatore e una società di nome Bygmalion sono accusati di aver utilizzato un sistema di fatturazione speciale per nascondere un eccesso di spesa non autorizzata pari a oltre 42 milioni di euro, quasi il doppio del massimo autorizzato.