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Energie rinnovabili, l'Ue pensa ad un mare di turbine

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Energie rinnovabili, l'Ue pensa ad un mare di turbine
Diritti d'autore  Jens Dresling/AP
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Potenziare l’energia eolica dell’Unione europea del 25% entro il 2050. È questo l’ambizioso piano di potenziamento del parco eolico offshore della Commissione europea. Un passo decisivo per raggiungere la neutralità climatica entro la metà del secolo. Il Commissario europeo per il Clima, Frans Timmermans, lo ha presentato con molto entusiasmo, anche se in tempi di crisi sembra difficile mettere sulla rotta dell'energia eolica gli 800 miliardi di euro che sarebbero necessari da qui al 2050.

"Questa strategia offre solo vantaggi, sia per l'ambiente che per l'economia - ha detto Timmermans - .Così si possono soddisfare molte cose insieme: la domanda di energia, l'industria europea e l'occupazione, proteggendo la biodiversità. L’eolico offshore riduce l’inquinamento e rappresenta un importante punto di riferimento per i pescatori.

Il piano della Commissionevorrebbe passare dagli attuali 12 GW prodotti da energia eolica a 60 GW entro il 2030. Per poi raggiungere il tetto dei 300 GW entro il 2050.

Ma davanti ad un piano di sviluppo così rapido ed intensivo gli ambientalisti temono risvolti negativi sulle specie marine. Almeno questa `e la principale preoccupazione di Sergy Moroz dell’Ufficio europeo per l’ambiente che ha detto: "Abbiamo bisogno di energia pulita tanto quanto di mari sani. Sia la crisi climatica che quella ambientale minacciano allo stesso modo la nostra sopravvivenza, pr questo vanno combattute entrambe".