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Ristoratori in cammino verso Roma, chiedono risposte al governo

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Di Diego Malcangi
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Naccari arringa la folla sul Ponte Vecchio
Naccari arringa la folla sul Ponte Vecchio   -   Diritti d'autore  Ristoratori Toscana
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In marcia verso Roma, partendo dai ponti: a Firenze era stracolmo il Ponte Vecchio, dove rappresentanti delle diverse categorie colpite dalle misure anti-Covid si sono ritrovati per rispondere a un appello lanciato dai ristoratori, che ha raccolto adesioni da decine di città in Italia e nel mondo.

Su un palco improvvisato, a bordo di una carrozza, hanno preso la parola a turno i rappresentanti dei gestori di bar, ristoranti, palestre, tintorie, gioiellerie, le guide turistiche e varie altre categorie. Per i ristoratori ha preso la parola anche Gianfranco Vissani. E poi il veemente discorso di Pasquale Naccari, fondatore di Ristoratori Toscana ed organizzatore della protesta (insieme a TNI, Tutela Nazionale Imprese), che ha concluso così:

"Non è il ristorante che ha problemi, non è il bar, non è la palestra, non è la piscina, siamo tutti ad avere problemi: perché se non vai al ristorante non vai dal parrucchiere e non vai dall'estetista, non hai il problema di fare palestra, non hai il problema di curarti, non hai il problema di comprare i vestiti nel negozio d'abbigliamento né tantomeno un gioiello. Se devi rimanere a casa che c... compri? Nulla, falliremo tutti. Il cammino degli inessenziali verso Roma. Conte, arriviamo"

Parole che hanno dato il via alla "marcia degli inessenziali": sono partiti in poco meno di cinquanta, in rappresentanza delle centinaia che avevano affollato Ponte Vecchio e degli altri che inviano i loro messaggi per solidarizzare con l'iniziativa da lontano.

Marcia non facile, tanto che già nella prima tappa il gruppo si è perso, come raccontato in diretta Facebook.

Piccolo incidente che non li ha fatti perdere d'animo, se la sono cavata con un piccolo ritardo, comunque ben accolti da un albergatore di San Casciano. Seguono tappe a San Gimignano, Siena, San Quirico d'Orcia, Bolsena, Monte Fiascone, Viterbo, Sutri, La Storta e finalmente Roma.

Nei proclami della vigilia avevano fatto riferimento anche alla Marcia del sale di Gandhi, che partì con poche decine di persone dai dintorni di Ahmedabad il 12 marzo del 1930 e dopo un percorso a piedi di 386 km si concludeva il 6 aprile sulle rive dell'Oceano Indiano. A quel punto furono raggiunti da migliaia di persone, che fecero evaporare acqua marina per ricavarne il sale, contravvenendo alla legge del colonizzatore britannico, che tassava pesantemente il sale. Fu l'inizio della disobbedienza civile, e non è per ora chiaro a queale parte di quella storia intendano fare riferimento e se intendano, a loro volta, procedere in seguito a iniziative di disobbedienza civile come evocato da qualcuno nella folla fiorentina, con la proposta di tenere aperti gli esercizi in violazione delle regole, se non verranno accolte le loro richieste.

Quali? "Abbiamo a cuore la salute pubblica e se c'è da chiudere chiudiamo, siamo stati i primi a chiederlo. Ma abbiamo bisogno di certezze e di sostegni economici, è a rischio un intero sistema che verrà spazzato via a vantaggio dell'omologazione dei fast food", ha spiegato Naccari. La lista delle richieste è stata inviata al Presidente del Consiglio, cui viene chiesto di dare risposte all'arrivo del gruppo, venerdì 13.