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Parigi e Ankara ai ferri corti: aumenta la pressione per una risposta europea

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Parigi e Ankara ai ferri corti: aumenta la pressione per una risposta europea
Diritti d'autore  AP/Turkish Presidency
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La tensione tra Ankara e Parigi travolge l'intera Unione europea. Le parole del presidente Erdogan, che ha accusato il presidente francese Macron di avere problemi mentali, getta benzina su delle relazioni già provate dalle attività illegali turche nel Mediterraneo orientale.

C'è chi ritiene che Bruxelles debba usare il suo potere economico per fermare Erdogan.

La Turchia è il quinto partner commerciale dell'UE, mentre UE è di gran lunga il primo partner per importazione (32,3%) ed esportazione (42,4%) per laTurchia, nonché fonte di investimenti.

Il giro di affari della Germania con la Turchia è di 21 miliardi di euro, per l'Italia di 8 miliardi di euro e per Paesi Bassi di 6 miliardi.

Il leader del partito popolare europeo all'eruoparlamento, Manfred Weber, sostiene che, indipendentemente dagli interessi economici, l'UE deve parlare con una sola voce a Erdogan.

"Non è una questione greca, non è una questione cipriota e non è una questione francese. E' una questione europea ed è per questo che dobbiamo assolutamente rispondere a questi attacchi contro l'Unione europea. Se Il presidente Erdogan vuole boicottare i prodotti francesi, allora deve capire checiò' avrà un impatto sull' unione doganale, che prevede che tra Unione europea e Turchia i prodotti possano avere libero accesso sul mercato. Boicottare i singoli prodotti rappresenta un grosso attacco al principio dell'unione doganale ed è per questo che il prossimo Consiglio europeo deve considerare di riformulare e riorganizzare l'Unione doganale".

Tuttavia, l'UE finora non ha agito in maniera coordinata in quanto i diversi Stati membri hanno interessi economici differenti, non solo in termini di commercio e investimenti ma anche per quanto riguarda le esportazioni di armi.

La Grecia ha chiesto a Germania, Spagna e Italia di sospendere tutte le licenze rilasciate alla Turchia, sostenendo che queste armi potrebbero essere utilizzate contro gli Stati membri europei, ma finora non è stata presa una decisione in questo senso.

D'altra parte,come sostengono molti diplomatici europei e altri Stati membri, la Turchia è strategicamente importante per vari motivi, a partire dagli accordi per la gestione dei flussi migratori.

"Immediatamente si capisce che Erdogan sta giocando con noi. Ecco perché ora servono azioni. Dobbiamo agire ora, le parole non bastano più. Dobbiamo usare il nostro potere economico. L'Unione europea è molto più importante per la Turchia di quanto lo sia la Turchia per noi", chiude Weber.

I leader dell'UE hanno dato tempo ad Erdogan fino a dicembre per continuare il dialogo prima di passare alle sanzioni economiche. Un termine che sembra molto lontano a fronte delle nuove provocazioni.

Journalist name • Elena Cavallone