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Consiglio Ue: ecco cosa si son detti Bruxelles e Londra sulla Brexit

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Consiglio Ue: ecco cosa si son detti Bruxelles e Londra sulla Brexit
Diritti d'autore  Yves Herman/AP
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Si è conclusa la due giorni di vertice a Bruxelles, durante la quale i 27 Capi di Stato e di governo dell'Unione europea hanno provato a trovare una strada comune su temi come la Brexit, la lotta contro il Covid-19, i cambiamenti climatici e le relazioni internazionali.

Bruxelles-Londra sul filo del rasoio sulla Brexit

Poco prima della conferenza stampa conclusiva del presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, ha preso la parola il Primo Ministro britannico, Boris Johnson, sulla questione Brexit. Bruxelles aveva chiesto giovedì a Londra di accelerare, in vista della scadenza del periodo di transizione (fissata per il 31 dicembre), per un accordo.

Johnson ha risposto attraverso una dichiarazione in tv, preparando i britannici a un no deal, a meno di un "cambiamento fondamentale" nell'approccio dei 27 Stati membri dell'Ue. "Per quanto vedo, i 27 hanno abbandonato l'idea di un accordo di libero scambio", spiega Johnson. "Da Bruxelles non sembra esserci alcun progresso. Quindi quello che diciamo loro è: 'Venite qui, venite da noi, se dovesse esserci un cambiamento fondamentale di approccio. Altrimenti noi siamo più che felici di parlare degli aspetti pratici, quali questioni di sicurezza sociale, autotrasporti e così via'. Ma, a meno che non ci sia un cambiamento fondamentale di approccio, opteremo per la soluzione dell'Australia".

Il Primo Ministro fa riferimento a un accordo solo sulla base delle norme fissate dall'Organizzazione mondiale del commercio (Omc), che prevedono quindi l'applicazione di dazi.

Charles Michel al termine del summit, ha sottolineato come la posizione dell'Ue non sia cambiata nel frattempo. "Ieri abbiamo adottato conclusioni sulla Brexit", ha detto il belga. "Siamo uniti e determinati a rendere possibile un accordo. Barnier andrà a Londra per questo, ma non vogliamo un'intesa a qualsiasi costo e quanto abbiamo scritto ieri resta valido oggi".

Parità di condizioni, governance e pesca sono priorità per gli Stati membri, per il presidente del Consiglio, il quale ha anche aggiunto che l'accordo di recesso dovrà essere pienamente rispettato.

Il Covid cancella anche il vertice di novembre sulla Cina

I 27 hanno anche parlato della pandemia di coronavirus, con l'Europa che si trova nel bel mezzo della seconda ondata e gli Stati che hanno iniziato a prendere misure via via più restrittive. Proprio a causa dell'impennata di nuovi casi nel vecchio continente, al termine del summit di Bruxelles, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha annunciato la cancellazione del vertice speciale sulla Cina, in programma il 16 novembre a Berlino.

"Nel contesto della pandemia, è chiaro che non permetteremo che il vertice informale si svolga. Dobbiamo farne a meno", ha detto Merkel, il cui Paese detiene la presidenza semestrale dell'Ue. "Credo che questo sia un messaggio necessario".

Il presidente del Consiglio europeo non ha escluso inoltre la possibilità di ritornare al formato "video conferenza" per i prossimi vertici, come fatto nel pieno della prima ondata. Solo durante questa due giorni a Bruxelles, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e la premier finlandese, Sanna Marin, hanno abbandonato in fretta e furia il summit, per auto isolarsi, dopo la aver scoperto di essere entrate in contatto con delle persone risultate poi positive.

Decisioni sul clima rinviate a dicembre

Per quanto riguarda il tema sui cambiamenti climatici, Michel ha sottolineato come gli ambiziosi obiettivi fissati dall'Ue - 55% delle missioni di CO2 entro il 2030 ed Europa "primo continente neutrale"da un punto di vista climatico nel 2050 - restino d'attualità: "Stiamo cercando di identificare le fondamenta per trovare un accordo sul clima a dicembre, ma servirà una maggiore volontà politica per essere più ambiziosi e svolgere un ruolo da leader", ha dichiarato il belga.

Non tutti i Paesi membri partono però esattamente dalla stessa posizione, per raggiungere questi obiettivi. Per questo Stati e Commissione dovranno continuare a collaborare, per arrivare a una decisione chiara a inizio dicembre, durante il prossimo Consiglio europeo.

Relazioni esterne

Al Consiglio si è anche discusso di quanto sta accadendo in Bielorussia e in Nagorno-Karabakh, oltre che della situazione nel Mediterraneo orientale. "Deploriamo le provocazioni e le azioni unilaterali della Turchia", ha commentato Michel, confermando le conclusioni del vertice straordinario di due settimane fa, in cui si lasciano possibilità al dialogo con Ankara fino a dicembre, prima di passare ad altre misure, comprese le sanzioni. "Seguiamo da vicino la situazione nella regione", ha aggiunto il presidente del Consiglio.

Si è infine parlato di relazioni con l'Africa, in vista della riunione del 9 dicembre con l'unione africana, nella quale si approfondirà il partenariato con il continente. "Siamo convinti che dobbiamo puntare al sostegno degli investimenti", ha spiegato Michel.