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Ungheria: guide turistiche in crisi (ma non solo)

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Ungheria: guide turistiche in crisi (ma non solo)
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Anche il settore delle guide turistiche sembra essere sprofondato in una crisi senza ritorno.

In Italia, a cominciare da Roma (dove, durante il blocco, tramite i canali social si sono approntate visite guidate virtuali), la sensibile diminuzione di turisti è stata ovvia e tangibile.

I lavoratori del settore lamentano scarsi aiuti economici, e dalle istituzioni mancano linee guida definite, nonostante le sollecitazioni avanzate dalle associazioni di categoria.

E non va certo meglio in Ungheria: qui circa 4.000 guide sono rimaste senza turisti.

"Sto cercando di organizzare passeggiate a Budapest - dice Barbara, che lavora come guida turistica da 28 anni - è orribile che non otteniamo alcun vantaggio fiscale, praticamente i miei soldi finiscono tutti in tasse".

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Mariann, invece, organizza viaggi di gruppo a Dubai da 11 anni, ma al momento lavora in una panetteria.

"Per me - dice - non è solo un'opportunità di lavoro, quella che ho ricevuto, ma anche una famiglia amorevole che mi ha molto incoraggiata, rendendosi disponibile durante questo periodo difficile, è rimasta al mio fianco sinora".

Ci sono guide turistiche che hanno anche optato per un drastico cambiamento professionale, diventando controllori o semplicemente camionisti, ma ci sono molte persone che stanno ancora cercando invano.

Solo le guide al turismo rurale possono richiedere il pacchetto di salvataggio del Governo, pertanto non quelle di stanza a Budapest.

Il problema riguarda anche altre professioni inerenti: Péter lavora come operatore immobiliare di Airbnb da 16 anni ed ha visto dimezzare gli introiti rispetto all'anno scorso.

"La strategia era quella di affittare appartamenti agli studenti a lungo termine il prima possibile, al prezzo più basso possibile - afferma - in modo da poter pagare almeno le spese, o la parte dei proprietari, di cui spesso abbiamo locali in gestione".

Péter ha dovuto licenziare circa 60 dipendenti, ciononostante ha chiuso in passivo il mese di settembre, con perdite superiori al 70% rispetto allo scorso anno.