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Cosa sta facendo l'Ue per salvare il turismo, vittima collaterale della pandemia?

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Cosa sta facendo l'Ue per salvare il turismo, vittima collaterale della pandemia?
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E' stato un anno davvero duro per il turismo, con il lockdown di mezzo pianeta e le restrizioni di viaggio, che si sono protratte anche dopo la "riapertura". Ma nonostante le difficoltà, la pandemia potrebbe trasformare positivamente il settore, uno dei più colpiti?

Adattarsi alla "nuova normalità"

Siamo a Lione, in Francia, dove l'imprenditrice Anne Prost da 20 anni propone tour su misura del centro storico e della gastronomia della città transalpina. La sua società era in piena espansione prima della pandemia.

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Anne Prost durante una visita di Lione con delle studentesseEuronews

Ora, in questa situazione di crisi e incertezze, per Anne è questione di sopravvivenza. Ha dovuto infatti prendere alcune decisioni difficili: "Purtroppo ho dovuto licenziare gli stagist", ci spiega. "Poi ho rassicurato i clienti che mi avevano già pagato che li avrei rimborsati o che avrei trattenuto i soldi per riproporre la prestazione in un secondo momento. E poi ho dovuto chiamare altri clienti per dir loro che sono ancora qui e che non appena tutto ciò sarà finito, offrirò un servizio nuovo e ancora più incredibile".

Anne ha quindi dovuto adattare il suo business model alla "nuova normalità". "Ho rassicurato le persone e spiegato loro che all'aria aperta sono al sicuro", dichiara l'imprenditrice. "Le porto in luoghi non affollati e a piccoli gruppi. Anche se questo significa avere meno clienti. Ma ho un'intera squadra di guide che lavora per me e ci adattiamo. E' tutta una questione di adattamento e rassicurazione".

L'imprenditrice francese lavora molto con i clienti internazionali. Le restrizioni imposte sui viaggi hanno ovviamente avuto un impatto sulla sua attività: "All'inizio è stato molto complicato, ma gli studenti stranieri - che vengono da ogni angolo del mondo - sono finalmente riusciti a ritornare a Lione, dove studiano", ci racconta. "Anche per le società non è stato semplice, perché a molti è stato rifiutato il visto. Ma ho qualche prenotazione in corso, quindi resto molto positiva".

Cosa sta facendo l'Ue per il settore

Il settore del turismo, che rappresenta il 10% del PIL dell'Unione europea, sta soffrendo. Da febbraio a giugno è stato registrato un crollo del 75%.

Per salvare milioni di posti di lavoro, la Commissione europea ha allentato le regole sugli aiuti di Stato. Attraverso i suoi programmi e i suoi fondi, ha anche utilizzato il potere finanziario per far arrivare alle imprese la liquidità di cui hanno bisogno.

A lungo termine, Bruxelles prevede di utilizzare il fondo di recupero di 750 miliardi di euro, concordato per rendere il turismo più sostenibile.

Anche gli esperti dell'industria dei viaggi hanno accolto con favore l'iniziativa della Commissione di introdurre criteri comuni, per stabilire quando gli Stati membri devono imporre restrizioni. "Se si vuole che le persone tornino a viaggiare, è fondamentale che i Paesi europei si coordinino quando impongono restrizioni", dichiara Emmanuel Mounier, segretario generale di Eu Travel Tech. "Ad esempio, devono usare criteri comuni per designare le zone a rischio. Questo e molto altro è quanto propone la Commissione e noi siamo soddisfatti".

Il futuro del settore

Se il settore ha già dovuto adattarsi alla "nuova normalità", è certo che le mutazioni non sono ancora terminate. "Dopo questa crisi credo che la gente vorrà saperne di più, quando sceglierà le opzioni di viaggio", spiega Mounier. "Non solo qual è l'offerta migliore, ma anche qual è l'opzione più sostenibile. Gli operatori turistici dovranno essere più trasparenti e la digitalizzazione avrà un ruolo più rilevante, rendendo i viaggi più semplici e meno costosi, ma anche più sicuri e più puliti".

Punti chiave

La Commissione europea ha messo in atto una serie di misure per aiutare il settore dei viaggi e del turismo, durante la crisi causata dalla pandemia di coronavirus.

  • A maggio ha adottato il pacchetto di iniziative e criteri comuni per il turismo e i trasporti. Questo pacchetto mira ad aiutare gli Stati membri a togliere le restrizioni ai viaggi all'interno dell'Ue e a permettere alle imprese turistiche di riaprire, dopo mesi di lockdown, rispettando le necessarie precauzioni sanitarie.
  • A giugno sono stati lanciati un sito web dedicato e un'applicazione REOPEN EU con una mappa interattiva, per fornire a turisti e viaggiatori informazioni rilevanti sui viaggi sicuri nell'Ue.

La Commissione si è inoltre mossa per garantire liquidità alle imprese turistiche, in particolare alle PMI, grazie alla flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato e ai finanziamenti dell'Ue:

  • Fornendo liquidità immediata alle imprese colpite dalla crisi, attraverso la Coronavirus Response Investment Initiative, in gestione condivisa con gli Stati membri.
  • Mettendo a disposizione fino a 8 miliardi di euro di finanziamenti, per 100.000 piccole imprese colpite dalla crisi, attraverso il Fondo Europeo per gli Investimenti.
  • Per sostenere l'occupazione, il programma SURE aiuta gli Stati membri a coprire i costi dei programmi nazionali di lavoro a orario ridotto e misure simili, che consentono alle aziende di salvaguardare i posti di lavoro. La Commissione sostiene inoltre i partenariati tra i servizi per l'impiego, le parti sociali e le imprese per facilitare la riqualificazione, soprattutto per i lavoratori stagionali.
  • A luglio il Consiglio europeo ha raggiunto un accordo sul piano di ripresa e sul bilancio dell'Ue per il periodo 2021-2027. Autorizza la Commissione a prendere in prestito fino a 750 miliardi di euro sui mercati finanziari, mentre 672,5 miliardi di euro sono destinati al "Dispositivo per la ripresa e la resilienza".

Link utili

Pacchetto turismo e trasporti

REOPEN EU

Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus

Fondo europeo per gli investimenti

Programma SURE

Domande e risposte sul bilancio dell'UE per la ripresa: il dispositivo per la ripresa e la resilienza