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Università: si torna sui banchi, tra prenotazioni online e nuove tecnologie

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Di Elena Cavallone
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La sede della Sapienza a Roma
La sede della Sapienza a Roma   -   Diritti d'autore  FILIPPO MONTEFORTE/AFP

Appare ancora semi deserto il campus dell’Università La Sapienza di Roma. Tra due settimane riprenderano i corsi e l’ateneo più grande d'Europa si prepara per una partenza a prova di Covid. Dopo mesi di didattica a distanza finalmente riapriranno le aule, ma con una capacità ridotta che va dal 30 al 50% per garantire il distanziamento sociale. Gli studenti potranno presenziare a turno prenotandosi online, favorendo così la tracciabilità, come spiega il rettore, Eugenio Gaudio.

"Con il sistema di prenotazione e di attribuzione dei posti avremo la situazione precisa di chi è presente in aula in un dato giorno e in una data ora e poi inviteremo tutti gli studenti a scaricare la app Immuni, che è quella che il governo consiglia per tracciare i contatti. Ci atterremo a queste misure e poi anche alla responsabilità di docenti e studenti".

Ogni lezione inoltre dovrà essere trasmessa in streaming per gli studenti a casa. Per le facoltà scientifiche, dove le esercitazioni in laboratorio sono all’ordine del giorno, significherà impiegare nuove tecnologie. Il Professore Marco Oliverio, direttore del dipartimento di Biologia e biotecnologie "Charles Darwin", ammette che non è semplice conciliare le esigenze della didattica e quelle sanitarie:

“Stiamo riattrezzando completamente le nostre aule, la stragrande maggioranza delle quali non era preparata a questa necessità. È difficile far lavorare uno studente su un campione da laboratoio mentre sta a casa. Stiamo preparando tutta una serie di immagini 3D di campioni che possono essere studiati dallo studente a distanza quasi come se avesse il campione in mano".

Secondo le linee guida del ministero della ricerca questa modalità ibrida di insegnamento continuerà per un semestre di prova.

Tra gli studenti però è forte l’esigenza di maggiore chiarezza per far fronte a esigenze personali. Molti fuorisede infatti non sanno se e quando avranno bisogno di affittare una stanza per frequentare le lezioni di persona:

"A uno studente che è prossimo alla laurea e a cui mancano 100 ore di tirocinio come fai a dare una risposta, visto che le linee guida non gli dicono quando si laureerà?", esclama Antonio Lodise, rappresentante degli studenti di Sapienza in movimento. "A uno studente che deve riprendere casa in affitto perché l’ha lasciata durante la quarantena come fai a dirgli di aspettare? In questo caso c’è bisogno che le linee guida siano concrete, tangibili", aggiunge.

In Italia gli studenti universitari sono oltre 1 milione 700 mila. La ripresa delle attività scolastiche e dell’anno accademico rappresenta un grande test per il paese fortemente colpito dal coronavirus. Le prime settimane saranno decisive per capire se le misure adottate sono efficaci.