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"Siate come l'acqua": cambio di strategia alla terza notte di proteste in Bielorussia

Un fermo di polizia nelle proteste di martedì
Un fermo di polizia nelle proteste di martedì   -   Diritti d'autore  AP Photo
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Centinaia di persone sono scese in piazza a Minsk e in diverse altre città della Bielorussia la scorsa notte, la terza consecutiva di proteste dopo la contestata rielezione del presidente Alexander Lukashenko.

Le manifestazioni sono continuate nonostante la massiccia repressione poliziesca che è valsa al paese la minaccia di sanzioni da parte dell'Unione Europea.

Gli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza, che hanno usato granate stordenti e proiettili di gomma per disperdere la folla, sono continuati fino a notte inoltrata.

La polizia ha continuato a fermare i dimostranti nel tentativo di sedare i disordini. Decine di persone sono state messe in stato di fermo nella capitale e anche il gruppo per i diritti umani Viasna ha riferito di detenzioni di massa nelle città di Grodno, Brest e Vitebsk.

Diversi giornalisti sono stati feriti a Minsk, mentre alcuni sono stati arrestati dalla polizia. Schede di memoria sono state sequestrate a un gruppo di fotografi, tra i quali una reporter dell'Associated Press, mentre documentavano gli scontri tra la polizia e i manifestanti.

La corrispondente internazionale di Euronews Anelise Borges dice che a Minsk la polizia sembrava molto più organizzata che nelle notti precedenti ed è stata molto veloce a disperdere la folla.

Dopo questa terza notte di proteste, il bilancio si attesta ormai sulle migliaia di persone arrestate e mentre decine sono i feriti.

La rabbia per il voto "truccato"

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko è stato accusato di aver truccato le votazioni dopo l'elezione di domenica, che secondo le autorità - con una percentuale plebiscitaria dell80% - ha conferito un sesto mandato al leader autoritario di lungo corso.

La principale candidata dell'opposizione bielorussa - che secondo il conteggio ufficiale ha ottenuto solo il 10% delle preferenze - ha dichiarato martedì di essere fuggita dal Paese ripiegando in Lituania per preservare la propria sicurezza quella dei suoi figli.

Sviatlana Tsikhanouskaya ha detto di aver preso la decisione "in modo assolutamente indipendente", aggiungendo che, data la situazione attuale, non vale la pena vivere in Bielorussia.

In un video rilasciato martedì, ha esortato i suoi sostenitori a rispettare la legge e ad evitare scontri con la polizia - ma secondo il suo staff elettorale le sue ultime dichiarazioni potrebbero essere frutto di qualche forma di coercizione.

Il ministro degli Esteri dell'Unione europea nel frattempo ha duramente condannato le violenze contro i manifestanti, definendo le elezioni "né libere né eque".

Appello per la de-escalation

All'approssimarsi della terza notte di proteste, i manifestanti di Minsk erano stati chiamati a ridurre le manifestazioni segnando un cambiamento di strategia.

Ai dimostranti è stato chiesto di riunirsi in "piccoli gruppi di 20 persone" in un messaggio sul canale telegram di Nexta, piattaforma multimediale per media indipendenti e attivisti bielorussi.

L'organizzazione online, che non è gestita dallo Stato, ha oltre 1,3 milioni di abbonati.

"Siate come l'acqua", recitava il messaggio, richiamandosi a una famosa citazione della star delle arti marziali Bruce Lee, già divenuta uno slogan dei contestatori di Hong Kong.

La tattica ha visto i manifestanti del territorio riunirsi rapidamente e disperdersi in tutta la città.

Un testimone nel centro di Minsk ha detto martedì a Euronews che "non si sono udite le solite esplosioni" risuonate durante le due notti precedenti, ma ha aggiunto di ritenere che le manifestazioni si fossero spostate alla periferia della città.

Nexta si descrive come un media decentralizzato ed è presente su diverse piattaforme di messaggistica, oltre che su YouTube.

E' diventata una fonte di informazioni chiave per molti, dato che, secondo quanto riferito, il servizio internet è stato "significativamente interrotto" a partire dalle elezioni di domenica.

Il servizio di monitoraggio online NetBlocks ha detto che la connettività internet in Bielorussia è stata significativamente interrotta a partire da domenica 9 agosto, proprio in occasione delle elezioni presidenziali.

Parenti scomparsi

Mentre internet è rimasto largamente offline, migliaia di bielorussi da martedì faticano a scoprire cosa sia successo ai propri parenti.

Il ministero degli Interni ha detto che 2.000 persone sono state arrestate dopo le proteste di lunedì, oltre ai circa 3.000 arresti delle elezioni avvenuti contestualmente alle elezioni di domenica, mille dei quali nella capitale Minsk.

Centinaia di parenti si sono riuniti martedì fuori da un centro di detenzione nella Capitale, chiedendo ai funzionari di fornire informazioni sui manifestanti detenuti all'interno.

Martedì diverse persone hanno portato fiori nel luogo dove la notte precedente era morto un manifestante. Lunedì le autorità hanno dichiarato che l'uomo è stato ucciso dopo che "un esplosivo gli è detonato tra le mani".

Lunedì, durante il secondo giorno consecutivo di proteste, la polizia è stata vista usare granate accecanti e proiettili di gomma per respingere migliaia di manifestanti che hanno inondato le strade di tutto il paese.

La corrispondente di Euronews Anelise Borges dice che i dimostranti le hanno riferito di essere determinati a continuare a scendere in strada e a far sentire la loro voce, nonostante le autorità minaccino pene detentive severe.

Sono alla ricerca di un maggiore aiuto da parte della comunità internazionale, ha aggiunto. Il ministro degli Esteri lituano Linas Linkevicius ha detto che "il mondo democratico ha l'obbligo morale di reagire".

Lukashenko, che dal 1994 governa l'ex nazione sovietica, ha deriso l'opposizione, definendo gli esponenti come "pecore" manipolate da padroni stranieri. Il presidente ha giurato di continuare a sposare la linea dura sulle proteste nonostante le critiche occidentali sulle elezioni e la gestione dell'ordine