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Spagna: la parabola di Juan Carlos, dalla corona all'esilio caraibico

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Spagna: la parabola di Juan Carlos, dalla corona all'esilio caraibico
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Le foto che li ritraggono insieme: il Caudillo e Juan Carlos, l'uomo indicato dal dittatore come l'erede della corona spagnola. Un sodalizio di transizione sino alla morte di Franco, avvenuta nel 1975. Incoronato Re, Juan Carlos I è stato dunque il migliore interprete dello Zeitgeist, lo spirito dei tempi, avviando la transizione dal regime alla democrazia in Spagna.
In Spagna erano tempi, quelli, nei quali non era necessario essere un sostenitore della monarchia per essere definito Juancarlista. Ma il senso per lo spirito dei tempi lo abbandona definitivamente, in seguito a una serie di 'inciampi' che portano alla sua abdicazione nel 2014.
Vediamo alcune tappe della parabola di Juan Carlos

1975

Juan Carlos viene incoronato re di Spagna il 22 novembre, due giorni dopo la morte del generale Franco che aveva governato il Paese dalla fine della guerra civile spagnola del 1936-39.
Il nipote dell'ultimo re, prima dell'abolizione della monarchia nel 1931, era stato scelto dal dittatore per dare una guida al Paese dopo la sua morte.
Come principe di Spagna, Juan Carlos giura fedeltà al movimento di Franco, e spesso appare a fianco del generale, lodando il suo operato. Tuttavia, all'insaputa dell'anziano leader, verso la fine del suo governo, il principe incontra segretamente i capi dell'opposizione e gli esiliati, e una volta re, si muove rapidamente per introdurre la riforma.

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Juan Carlos e FrancoAFP

1976 — 1978

Juan Carlos licenzia il primo ministro franchista spagnolo nel luglio 1976 e lo sostituisce con il poco conosciuto, politico e avvocato, Adolfo Suarez. I mesi successivi sono caratterizzati dalla legalizzazione dei partiti politici dichiarati fuorilegge negli anni precedenti, compresi i socialisti e i comunisti, nonostante la forte opposizione dell'esercito di destra. Il processo porta al riconoscimento della monarchia da parte della sinistra.

Nel maggio 1977 il padre di Juan Carlos, considerato da molti monarchici come il re legittimo, rinuncia alla sua pretesa. Il mese successivo la Spagna tiene le prime elezioni generali democratiche dal 1936. Un'alta affluenza alle urne vede emergere il movimento centrista di Suarez. Una nuova Costituzione spagnola che ristabilisce una monarchia costituzionale viene approvata dal nuovo Parlamento del Paese e approvata con un referendum nel 1978. In questo periodo viene approvata anche una legge di amnistia che libera i prigionieri politici ma che garantisce anche l'impunità agli autori dei crimini della Guerra Civile e del successivo regime di Franco.

1981

La continua influenza dell'esercito sfocia in un tentativo di colpo di stato il 23 febbraio. Duecento ufficiali della Guardia Civil, guidati da un tenente colonnello, irrompono nella camera bassa del Parlamento e tengono in ostaggio deputati e ministri per 18 ore. Il re Juan Carlos ha un ruolo cruciale nel disinnescare la 'bomba', denunciando il tentato golpe in televisione. Nel tentativo di rovesciamento, nessuno rimane ucciso e i rapitori si arrendono.

1982 — 2012

Il coinvolgimento attivo del monarca nella politica spagnola si conclude a tutti gli effetti con le elezioni del 1982, che portano al potere i socialisti. La Spagna entra poi a far parte di quella che allora era la Comunità europea nel 1986. Sebbene il suo ruolo sia in gran parte cerimoniale, Juan Carlos viene visto come una figura autorevole che incarna nella sua persona l'unità del Paese. A metà degli anni 2000 il re ha il consenso di oltre tre quarti degli spagnoli.

Negli annali l'intervento del 2007, in occasione di un vertice ibero-americano, durante il quale zittisce perentoriamente il presidente venezuelano Hugo Chavez con la frase "Perché non stai zitto?"

2012 — 2020

Sono gli anni del declino. Un viaggio con la sua amante a caccia di elefanti, in Botswana, nell'aprile 2012, è al centro della valanga di critiche che travolge il re di Spagna. Anche se non è pagato dai contribuenti, il soggiorno africano stride con il grave momento di crisi economica che vede un'impennata della disoccupazione, soprattutto tra i giovani. Il re si scusa.

Il suo ruolo viene ulteriormente messo in discussione all'inizio del 2014, in uno scandalo per appropriazione indebita che coinvolge la figlia Cristina e suo marito. Il 2 giugno 2014, Juan Carlos tiene un discorso televisivo per confermare l'abdicazione in favore di suo figlio, il principe delle Asturie, che il 19 giugno viene incoronato re Filippo VI.

JAIME REINA/AFP or licensors
Juan Carlos e Felipe VIJAIME REINA/AFP or licensors

La sua immagine è ulteriormente danneggiata nel 2018 quando emergono i dettagli di una presunta amante e di irregolarità finanziarie. L'ex re annuncia il suo ritiro dalle funzioni ufficiali nel giugno 2019. Dopo il vespaio di polemiche sollevato da un'indagine su una presunta corruzione, la famiglia reale dichiara di essere intenzionata a rinunciare a qualsiasi eredità di Juan Carlos nel marzo 2020. A giugno la Corte Suprema annuncia un'inchiesta sui presunti rapporti d'affari dell'ex re con l'Arabia Saudita. Il 3 agosto Juan Carlos dichiara di voler lasciare il Paese.

LA FUGA AI CARAIBI

Juan Carlos di Borbone si troverebbe in un residence della Repubblica Dominicana. Una grande struttura alberghiera nella città costiera di La Romana, a circa 100 chilometri da Santo Domingo.

L'ex regnante avrebbe viaggiato lo scorso fine settimana fino a Pontevedra da dove avrebbe attraversato in auto il confine col Portogallo e quindi raggiunto Porto dove si è successivamente imbarcato in aereo per la Repubblica Dominicana.

L'IMBARAZZO DEL PREMIER SANCHEZ

Il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez alla conferenza stampa successiva all'ultimo Consiglio dei ministri ha ripetuto di non sapere dove si trova l'ex re di Spagna e ha taciuto sulle sue conversazioni con il re. Sánchez si è limitato a sottolineare la distanza che si è prodotta fra l'ex sovrano e l'istituzione monarchica spagnola e che Don Juan Carlos resta soggetto alla giustizia spagnola come ogni comune cittadino.

IL COMUNICATO DELLA CASA REALE

Ore dopo la partenza senza preavviso del re emerito di Spagna, la casa reale ha pubblicato una dichiarazione che segna la distanza del re Filippo VI con suo padre. Juan Carlos sostiene di aver preso la decisione di lasciare la Spagna per aiutare suo figlio, l'attuale re Filippo VI, "ad esercitare le sue responsabilità". La decisione di Juan Carlos è successiva alle indagini avviate dai pubblici ministeri svizzeri e spagnoli su presunti fondi occulti nei paradisi fiscali. L'ex sovrano risulta coinvolto nello scandalo per la riscossione di commissioni in Arabia Saudita attraverso la nobile tedesca Corina Larssen che sarebbe stata la sua intermediaria ed ex-amante. La procura di Ginevra sta indagando su 85 milioni di euro in un conto bancario svizzero del defunto re saudita Abdullah.

L'avvocato dell'ex re, assicura che il suo cliente non sta cercando di eludere la giustizia e resta a disposizione della magistratura elvetica e iberica.