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Bruxelles comincia ad averne abbastanza delle provocazioni di Ankara

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L'annuncio della Turchia di una nuova esplorazione nel Mediterraneo orientale, al largo di Kastellorizo, isola greca a tre chilometri dalle coste turche, "non è di aiuto ed invia un messaggio sbagliato", soprattutto alla luce dell'ultimo Consiglio Esteri europeo. Così una portavoce della Commissione europea. Nell'ultima riunione, i ministri degli Esteri si erano confrontati proprio sul tema delle relazioni tra l'Unione e la Turchia, e ne era emersa la volontà di esplorare nuove strade per un dialogo con Ankara. Adesso questa ennesima provocazione di Ankara dopo quella di Agia Sofia, tornata ad essere moschea, dopo le tensioni sui migranti e quelle sulle trivellazioni attorno a Cipro, riporta indietro le lancette dell'orologio.

Molti i dossier sul tappeto

Anche il presidente francese Macron ha aggiunto la sua voce alle richieste all'interno del Parlamento europeo affinché il blocco intraprenda un'azione più dura contro Ankara.

Emmanuel Macron: "Oggi le questioni energetiche e di sicurezza sono essenziali e sono in gioco nelle lotte di potere, in particolare quelle della Turchia e della Russia, che si stanno sempre più affermando e contro le quali l'Unione europea ha ancora troppo poco peso. Sarebbe un grave errore lasciare il nostro sicurezza nel Mediterraneo nelle mani di altri giocatori ".

Per l'Unione europea è il momento di agire e di valutare se imporre sanzioni alla Turchia: lo ha dichiarato il presidente del Partito popolare europeo (Ppe), Manfred Weber, nella sessione speciale del Parlamento Ue per discutere sulle conclusioni del recente Consiglio europeo. Weber ha quindi elencato diverse azioni di Ankara che destano preoccupazione nel Mediterraneo.

Manfred Weber: "Dobbiamo dare segnali chiari che stiamo dalla parte dei nostri cittadini in Grecia e a Cipro e penso che dovremmo tenere il dialogo aperto, non dubitare di questo, ma ora è anche tempo di agire, probabilmente anche considerare sanzioni contro la Turchia. Dobbiamo agire e dobbiamo agire ora ".

Erdogan però fa spallucce. Il presidente turco ha ad esempio, invitato il pontefice alla cerimonia di Santa Sofia, un gesto che da molti è stato interpretato come un atto si fida alla comunità internazionale.