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Presidenziali in Polonia, exit poll: Duda in vantaggio

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Elettori polacchi al seggio per il ballottaggio delle presidenziali
Elettori polacchi al seggio per il ballottaggio delle presidenziali   -   Diritti d'autore  Petr David Josek/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Si sono chiusi alle 21 i seggi in Polonia ed è cominciato lo spoglio delle schede che decreteranno il vincitore del ballotaggio delle presidenziali.

La sfida è fra il presidente uscente Andrzej Duda, candidato del PiS, il partito di destra Diritto e Giustizia al governo, e il sindaco di Varsavia Rafał Trzaskowski, che corre con i liberali di centro-destra di Piattaforma Civica (PO).

Secondo la Commissione elettorale nazionale, l'affluenza registrata alle 17 era del 52,1%, quattro punti percentuali in più rispetto al primo turno elettorale: segno di quanto questo appuntamento sia stato particolarmente sentito dai polacchi.

Il risultato è molto atteso non solo in patria, perché potrebbe portare ad una ricollocazione del Paese nello scacchiere politico europeo. Il conservatore Duda ha appoggiato la linea politica del PiS che ha portato allo scontro con le istituzioni dell'Unione europea: in particolare sulla questione del ricollocamento dei migranti, per la quale la Polonia è stata condannata dalla Corte di giustizia dell'UE, e sulla riforma della giustizia, per cui la Commissione ha avviato una procedura d'infrazione contro il Paese, per tutelare l'indipendenza dei magistrati polacchi dal governo.

Secondo gli exit poll dell'Istituto Ipsos, Duda, è in vantaggio con il 50,4% dei voti. Trzaskowski, avrebbe preso il 49,6%. Tuttavia il dato potrebbe essere meno affidabile del solito, con un margine d'errore intorno al 2%, visto che è stato possibile votare anche per posta, a causa della pandemia di Covid-19.

La campagna elettorale si è chiusa con i sondaggi che davano un testa a testa fra i due candidati, impensabile solo qualche mese fa, quando Duda contava su percentuali oltre il 60%.

Gli istituti di ricerca hanno quantificato intorno al 7,7% la percentuale degli indecisi.

Al primo turno il presidente uscente ha ottenuto il 43,7% dei voti, Trzaskowski il 30,3%. Terzo con il 13,9% delle preferenze è stato il candidato indipendente di centro Szymon Hołownia, che ha dichiarato il suo sostegno a Trzaskowski nel ballottaggio.

Le elezioni, che avrebbero dovuto tenersi a maggio, sono state posticipate a causa della pandemia.

Andrzej Duda, chi è il presidente uscente

Andrzej Duda è nato a Cracovia nel 1972, ha una laurea in giurisprudenza. È sposato e ha una figlia. Entra nel parlamento polacco nel 2011 e poi in quello europeo nel 2014. Nel novembre dello stesso anno Jarosław Kaczyński lo propone come candidato del PiS alle presidenziali. Nel 2015 Duda sconfigge al ballottaggio, con il 51,55% dei voti, il centrista Bronisław Komorowski.

Cattolico, difensore della famiglia tradizionale (quelle numerose sono sostenue dal PiS con un welfare generoso) , è contro l'aborto e le unioni omossessuali. Su quest'ultimo punto si è lasciato andare spesso a frasi shock, come quella recente sulle idee lgbt che avrebbero fatto più danni alla Polonia del comunismo.

Si è opposto al piano di ricollocamento dei richiedenti asilo, linea politica che ha portato alla condanna della Polonia da parte della Corte di giustizia dell'Unione europea.

L'altro scontro con Bruxelles ha riguardato l'avvenuta riforma della giustizia, che non garantisce l'indipendenza dei giudici dal governo. A questo proposito la Commissione europea, come richiesto dalla Corte di giustizia, ha avviato nel 2017 una procedura d'infrazione nei confronti della Polonia, come previsto dall'articolo 7 del Trattato sull'Unione.

Duda ha firmato un'altra legge per cui l'Europa ha espresso preoccupazione, quella che prevede che i dirigenti della radio e della televisione pubblica siano nominati dal Ministero del Tesoro e non più per concorso.

Rafał Trzaskowski, il sindaco di Varsavia che sogna la presidenza

Rafał Trzaskowski è nato a Varsavia nel 1972. Si è laureato in relazioni internazionali e filologia inglese presso l'Università di Varsavia. È sposato e ha due figli.

Inizia la sua esperienza politica nel consiglio comunale della città 12 anni fa. Nel 2009 entra nel Parlamento europeo come candidato di Piattaforma Civica. Nel 2013 è ministro dell'amministrazione e della digitalizzazione nel secondo governo Tusk, e poi segretario di Stato presso il Ministero degli Esteri. Due anni dopo è eletto alla Camera dei deputati polacca. Nel 2018 diventa sindaco di Varsavia.

Essendo un europeista convinto, si pensa che porterebbe la Polonia a un dialogo più sereno e costruttivo con le istituzioni dell'Unione europea.

Al contrario del suo rivale, si è speso più volte a favore dei diritti della comunità LGBT.