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L'Europa cerca i mezzi per rilanciarsi, ma i paesi dell'est non ci stanno

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L'Europa cerca i mezzi per rilanciarsi, ma i paesi dell'est non ci stanno
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Come rilanciare l'Europa? Impazza il dibattito fra i leader di tutto il continente su come gestire il recovery fund.

A Bruxelles il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio Charles Michel, hanno accolto la cancelliera tedesca Angela Merkel alla vigilia del semestre di presidenza per discutere del pacchetto di salvataggio. La Germania infatti, assume le redini della presidenza del Consiglio dell'UE.

A Madrid intanto i leader di Italia e Spagna, Conte e Sanchez, hanno esortato l'Unione Europea a concordare "condizioni ambiziose" per un fondo di recupero atto a sostenere la ricaduta economica dalla pandemia del Coronavirus. I paesi dell'Europa meridionale stanno spingendo per un approccio senza limiti al fondo da 750 miliardi di euro elaborato dalla Commissione esecutiva dell'UE.

È composto principalmente da sovvenzioni, qualcosa a cui si oppongono i paesi soprannominati i "quattro frugali" - Austria, Danimarca, Paesi Bassi e Svezia - che sono riluttanti a donare denaro senza condizioni preliminari.

Giuseppe Conte: "Immaginiamo cosa significherebbe non perseguire e finalizzare una risposta europea forte e coordinata. Distruggeremmo il mercato comune, distruggeremmo le catene del valore e distruggeremmo anche le nostre economie e l'intera Europa sarebbe meno competitiva a livello mondiale".

Nel frattempo, in una videoconferenza dei paesi dell'Europa orientale intitolata "Europa senza censura", il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha affermato che sarà necessario un qualche compromesso per quanto riguarda il quadro finanziario pluriennale e il bilancio comunitario.

Cosi il premier magiaro: "A noi ungheresi non piace affrontare le crisi degli altri, ora dobbiamo accettare questo approccio per aiutare quei paesi che sono in difficoltà - la posizione ungherese è molto chiara - se si desidera creare quel tipo di credito la distribuzione deve essere equa, flessibile e non politica, quindi penso che avremo negoziati molto difficili nella prossima settimana a Bruxelles".

Il fondo di ripresa dell'UE sarà discusso in occasione di un vertice europeo a Bruxelles la prossima settimana, il primo incontro di persona dallo scoppio del continente.