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Crisi economica: ore febbrili in Libano per salvare la moneta nazionale

Un uomo guarda i negozi danneggiati durante una protesta antigovernativa a Beirut, Libano
Un uomo guarda i negozi danneggiati durante una protesta antigovernativa a Beirut, Libano   -   Diritti d'autore  AP Photo
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In Libano si tiene in queste ore un Consiglio dei ministri straordinario dedicato al crollo della lira, la divisa nazionale, riunione che fa seguito peraltro alle manifestazioni della notte in cui si è denunciato il temporeggiare del governo e la sua incapacità di fronte alla crisi economico-finanziaria.

Il deprezzamento della lira libanese si è sposato a un'aumento sconsiderato dell'inflazione negli ultimi mesi.Cui va aggiunta la chiusura di attività e l'ondata di licenziamenti.

Le difficoltà economiche sono alla base delle manifestazioni scoppiate nel Paese già lo scorso ottobre, manifestazioni che prendono di mira la classe politica che, come denunciano i manifestanti, propone gli stessi nomi da anni ed è accusata di incompetenza e corruzione.

Giovedì sera, alla notizia del tracollo della lira libanese, i manifestanti sono scesi in piazza in diverse città del Paese, tra le altre anche a Beirut. Chiedono le dimissioni del governatore della Banca centrale Riad Salamé e denunciano il premier Hassan Diab, che ha preso il posto di Saad Hariri, costretto alle dimissioni.

Anche venerdì mattina, gli strascichi della protesta hanno bloccato alcune autostrade.

Le autorità del Paese negoziano intanto con il Fmi un accordo per sbloccare un aiuto finanziario, necessario per un rilancio economico.

Si tratta della crisi economica più grave che attraversa il Paese dalla guerra civile del 1975-1990.

La disoccupazione si è attestata oltre il 35% e oltre il 45% della popolazione vive sotto la soglia di povertà.