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Perché Macron vuole l'auto elettrica "made in France"

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Perché Macron vuole l'auto elettrica "made in France"
Diritti d'autore  AFP/MARTIN BUREAU
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Un' iniezione da 8 miliardi di euro per far carburare la manifattura dell'auto in Francia. Il presidente Macron non bada a spese, e cerca di giocare in anticipo sulla riorganizzazione dell'industria mondiale del dopo covid, vuole riportare in patria gli investimenti, soprattutto dei seducenti veicoli a emissioni zero. Il Capo dell'Eliseo ha annunciato in pompa magna:

"vogliamo fare della Francia la prima manifattura di mezzi a consumi puliti in Europa portando la produzione a un milione di veicoli l'anno, in cinque anni, tra elettrici, ibridi ricaricabili e ibridi. Consolidando nel frattempo la nostra struttura industriale"

Il piano prevede sussidi governativi a chi vuole comprare automobili, e investimenti a più lungo termine in tecnologie innovative, in particolare per le macchine a batteria elettrica.

Macron annuncia poi un ambizioso piano di sostegni alla domanda e all'offerta:

"I veicoli elettrici e ibridi ricaricabili avranno misure straordinarie di favore sia per gli acquirenti ordinari che per le imprese. 7 mila euro per l'acquisto di un veicolo elettrico per un cittadino, 5 mila per aziende e autorità locali, e anche 2 mila euro per veicoli ibridi ricaricabili, che sono stati esclusi finora da tutti questi sussidi".

L'industria automobilistica transalpina cerca boccate di ossigeno. Versava infatti in condizioni precarie già prima della pandemia. Renault stà per stringere un'alleanza con la giapponese Nissan. E il costo potrebbe essere elevato per i posti di lavoro, con tagli annunciati di oltre due miliardi di euro. I sindcati temono la chiusura di qualche stabilimento in Francia.

Dopo il covid, Macron non se lo può permettere.