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Coronavirus, in Belgio ristoratori infuriati chiedono sospensione dell'IVA

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Coronavirus, in Belgio ristoratori infuriati chiedono sospensione dell'IVA
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Una protesta simbolica nel cuore di Bruxelles conosciuto come vivace centro turistico e ora desolate crocevia di qualche sparuto abitante.

Proprietari di ristoranti, hotel e caffè hanno posato i loro camici da lavoro a terra per lanciare un messaggio chiaro: il settore della ristorazione sta morendo.

"Credo che sia molto chiaro che noi abbiamo dei costi fissi considerevoli a cui non riusciamo a stare dietro se lo Stato non ci aiuta - denuncia Antoine Pinto, proprietario del noto locale Belga Queen -. Per questo oggi siamo qui alla Grand Place, a mostrare i nostri camici a terra, perché è così che ci sentiamo. Vogliamo che questo messaggio arrivi a chi ci governa "

La ristorazione insieme al settore alberghiero rappresenta il terzo comparto economico più importante del Belgio che dà lavoro a molte persone. I dimostranti chiedono al governo di sospendere almeno l'IVA fino alla fine del 2020.

L'esecutivo, dal canto suo, risponde di aver già predisposto molte misure di aiuto alle imprese e che sta esaminando ulteriori azioni di sostegno ai settori più colpiti, come quello dell'ospitalità e della ristorazione".

In Belgio ristoranti e bar, potrebbero riaprire l'8 giugno, ma con le nuove regole di distanziazione sociale le entrate rischiano di essere troppo magre.