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Le compagnie aeree chiedono l'aiuto pubblico. Nel mondo 25 milioni di posti di lavoro a rischio

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Le compagnie aeree chiedono l'aiuto pubblico. Nel mondo 25 milioni di posti di lavoro a rischio
Diritti d'autore  AP / Elaine Thompson
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Con il settore del trasporto aereo praticamente fermo le compagnie aeree si rivolgono agli stati per cercare di sopravvivere. Ma quali sono le condizioni per questi aiuti? Ong come Greenpeace o Carbon Market Watch dicono che le compagnie hanno chiesto una cifra vicina ai complessivi 13 miliardi di eur.

Denaro che potrebbe arrivare senza che le aziende debbano offrire certezze ambientali.

Faiza Oulahsen di Greenpeace: "Il denaro per il salvataggio dovrebbe arrivare sotto condizioni molto strette in modo che queste compagnie non cadano in una nuova crisi mentre continuano a lottare per sopravvivere a quella implementata dal corvid 19. Bisogna dare a queste compagnie delle linee guida ambientali da rispettare per uscire presto o tardi da questa crisi del coronavirus. Spero che ce la faremo e che combatteremo la nuova crisi, quella dei cambiamenti climatici.

Non stiamo dicendo che queste compagnie non debbano ricevere aiuti. Stiamo dicendo che sarebbe giusto che diventino sostenibili".

Dall'altro lato della barricata, ovviamente, ci sono i rappresentanti delle compagnie aeree che mettono sul piatto sopratutto i rischi per i posti di lavoro.

Thomas Reynaert di Airlines for Europe: "L'impegno per la sostenibilità resta e noi ci atteniamo a questo proposito. Ma la crisi non cambierà i nostri impegni. Dobbiamo pero' guardare a questa crisi straordinaria. Dobbiamo fare in modo che il comparto esca fuori da questa crisi prima possibile. Che le compagnie possano riprendere a operare prima possibile. In questa situazione cercheremo di ottemperare ai nostri impegni. Impegni che sarebbero normali in periodi normali. Dobbiamo dunque tornare ai tempi normali.

Secondo la IATA 25 milioni di posti di lavoro sono a rischio di scomparire. Quasi sei milioni in Europa.