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Aborto, la protesta online

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Aborto, la protesta online
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Il Parlamento polacco discute una nuova proposta di legge per abolire l'aborto e le donne del Paese sfidando le restrizioni dovute al coronavirus per scendere in strada comunque in bici o in auto. Manifestare in tempi di confinamento richiede una certa creatività, così in molte hanno anche aderito alla campagna internazionale #ProtestAtHome di Amnesty International su Twitter.

"Il governo farebbe bene a combattere il virus e non le donne”, commenta Draginja Nadazdin, direttrice di Amnesty International Polonia.

Nel 2018, la società civile aveva protestato contro una proposta di legge simile che proibisce l'aborto in caso di malformazione del feto. In Polonia l'aborto è concesso solo in tre casi: se la gravidanza è dovuta a una violenza, se ci sono rischi per la saluta della donna e se si presentano malformazioni fetali.

In questi giorni al parlamento polacco si discute anche un altro disegno di legge controverso che criminalizza l'insegnamento dell'educazione sessuale ai minori .

"È davvero inaccettabile che il Parlamento discuta allo stesso tempo una proposta di legge che limita ancor di più l'aborto e un disegno legge che vieta l'educazione sessuale - denuncia Draginja Nadazdin - questo significa che i giovani in Polonia non possono avere informazioni sulla salute sessuale e riproduttiva".

I gruppi antiabortisti polacchi sono molto radicati nel territorio attraverso la chiesa cattolica che è storicamente legata al movimento anticomunista del Paese.

Il governo conservatore della Polonia non ha ancora preso una posizione chiara su questi nuovi progetti di legge nati da un'iniziativa popolare.

Gli attivisti per i diritti umani denunciano lo strano tempismo del dibattito in Parlamento che cade in questo periodo in cui sono proibite le manifestazioni a causa del coronavirus.