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Migranti: barcone affonda nel Mediterraneo, i 149 della Alan Kurdi in quarantena su un'altra nave

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Migranti: barcone affonda nel Mediterraneo, i 149 della Alan Kurdi in quarantena su un'altra nave
Diritti d'autore  CEDRIC FETTOUCHE/AFP
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Uno dei quattro barconi alla deriva da ieri nella acque del Mediterraneo centrale, tra la Libia e Malta, si sarebbe rovesciato causando la morte di decine delle persone. A bordo di ciascuno dei quattro barconi, stando a quanto denunciato dalla ong Sea Watch, tra le 47 e le 85 persone.

"Lasciati morire soli nel giorno di Pasqua da un'Europa che parla a vuoto di solidarietà verso le persone che soffrono. 250 persone erano alla deriva da ieri su 4 gommoni. Oggi avvistamenti Frontex li riportano ancora in mare e uno capovolto. Naufragato con le persone a bordo", si legge in un tweet della ong.

Da una nave all'altra: il caso Alan Kurdi

Non sbarcheranno in un porto italiano i 149 migranti ancora a bordo della nave Alan Kurdi. Nelle prossime ore però saranno trasferiti su un'altra nave dove osserveranno la quarantena e saranno sottoposti ai controlli della Croce Rossa e delle autorità sanitarie. Lo prevede il provvedimento firmato questa domenica dal capo della Protezione Civile Angelo Borrelli.

"C'è l'esigenza di garantire quarantena e isolamento anche per i migranti che sbarcano", ha Borrelli. A questo scopo, oltre che sulle navi, saranno create nuove stutture anche sulla terraferma.

La nave della ong tedesca Sea Eye si trova al largo delle coste occidentali della Sicilia, con tutta "l'assistenza umanitaria necessaria", fanno sapere fonti del Viminale, secondo cui sono in corso "contatti continui" con la Germania che ha "manifestato la concreta disponibilità ad una ricollocazione dei migranti al termine del periodo di quarantena".