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Ue: Fonti pro-Cremlino fabbricano disinformazione

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Ue: Fonti pro-Cremlino fabbricano disinformazione
Diritti d'autore  Gill, Joanna/EURONEWS GLOBAL CONVERSATION
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False notizie online, tracciabilità dei nostri telefoni e stato d'emergenza, abbiamo parlato degli effetti del coronavirus sui nostri diritti fondamentali con la vicepresidente della Commissione europea e commissaria ai Valori e alla Trasparenza, Věra Jourová, in un'intervista condotta da Sándor Zsíros di Euronews.

Lei crede che la protezione dei nostri dati personali sia a rischio?

Věra Jourová: "Non al momento. Semmai le application di tracciabiltà venissero adoperate, chiederemmo alle persone di dare il loro consenso informato. Per quanto riguarda i regimi di emergenza sappiamo che non dureranno per sempre."

C'è un paese, l'Ungheria, dove la legge sullo stato d'emergenza non ha limiti di tempo. Lei pensa che l'Ungheria sia ancora uno Stato democratico?

Věra Jourová: “Questa è una domanda delicata: il testo della legge ungherese è paragonabile ad altre leggi di altre democrazie europee che hanno decretato lo stato d'emergenza. Ma visti i pregressi dell'Ungheria e del suo primo ministro, dobbiamo rimanere vigili."

Secondo lei quali sono i paesi più attivi nella diffusione della disinformazione? E come vengono contrastati dall'Unione europea?

Věra Jourová: “Il nostro Servizio europeo per l’azione esterna, nell'ultimo rapporto, ha denunciato un'ingente quantità di siti di disinformazione, legata anche al coronavirus, riconducibili a fonti vicine al governo russo. Abbiamo notato anche che la propaganda contro l'Unione europea si sta inasprendo. Personalmente, non credo che risponderemo mai a tutto questo generando false notizie a nostra volta."

L'intervista integrale è andata in onda su Global Conversation.