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Covid-19: discorso storico della regina messo in ombra dal ricovero di BoJo

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Covid-19: discorso storico della regina messo in ombra dal ricovero di BoJo
Diritti d'autore  Kirsty Wigglesworth/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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"Vi parlo in un tempo che so essere di crescente difficoltà: un tempo di sconvolgimento nella vita del nostro Paese che ha portato dolore ad alcuni, problemi economici a molti ed enormi cambiamenti nella vita quotidiana di tutti noi". Così la regina Elisabetta, quasi 94 anni, nel suo discorso televisivo straordinario alla nazione sull'emergenza covid-19 registrato dal castello di Windsor.

La regina Elisabetta incoraggia i suoi sudditi di fronte all'emergenza coronavirus, auspicando - nello storico discorso televisivo trasmesso domenica sera nel Regno Unito e nei Paesi del Commonwealth - che tutti sappiano agire in modo da poter essere "orgogliosi negli anni a venire". "Io spero - afferma - che coloro che verranno dopo di noi possano dire dei Britannici di questa generazione che sono stati forti come". "E che gli attributi d'autodisciplina, calma, determinazione amabile e fratellanza caratterizzino ancora questo Paese".

La Gran Bretagna e il mondo "sapranno prevalere" sulla minaccia del coronavirus. Se ne è detta convinta Elisabetta II nel suo messaggio straordinario al Regno Unito e al Commonwealth sulla pandemia in atto. "Prevarremo - ha concluso la regina - e la vittoria apparterrà a ciascuno di noi. Dobbiamo confortarci pensando, mentre abbiano ancora di che sopportare, che giorni migliori torneranno: che saremo di nuovo con i nostri amici, saremo di nuovo con le nostre famiglie e ci incontreremo ancora".

Boris Johnson è in ospedale. Quanto è grave?

Il discorso della regina è stato messo in ombra dal ricovero del premier Boris Johnson, 55 anni, anche se il medico curante ha ridimensionato il fatto parlando di sintomi da Covid-19 e febbre persistenti, il trasferimento in ospedale di BoJo preoccupa. Risulta contagiata anche la fidanzata, che ha 32 ani ed è in dolce attesa.

Il premier era stato trovato positivo il 26 marzo scorso, si diceva che fosse affetto da una forma di coronavirus definita al principio "lieve", ma che non accenna a passare.

Sullo sfondo di un Paese dove il numero dei morti, pur segnato oggi da un leggero calo dell'incremento giornaliero, è ormai vicino al record europeo di giornata con 621 decessi in più in 24 ore. "Su consiglio del suo medico, il primo ministro è entrato stasera in ospedale per sottoporsi a esami", ha annunciato una portavoce di Downing Street. Si tratta di "una misura precauzionale poiché continua ad avere sintomi persistenti da coronavirus 10 giorni dopo essere stato testato positivo", ha provato a rassicurare la portavoce, aggiungendo che Johnson "ringrazia il personale dell'Nhs (il servizio sanitario nazionale) per l'incredibile duro lavoro che sta svolgendo e sollecita la popolazione a continuare a seguire la raccomandazione del governo di stare in casa per proteggere l'Nhs e salvare vite" umane.

Sono tuttavia rassicurazioni che non spengono le ansie, né i timori che il premier conservatore possa essere costretto a cedere il bastone del comando per impedimento - almeno per un po', ma nel pieno dell'emergenza - al suo assai meno carismatico vice de facto, il ministro degli Esteri e Primo segretario di Stato, Dominic Raab. Poche ore prima, era del resto stato il titolare della Sanità, Matt Hancock, a sua volta reduce da un contagio da Covid-19, risolto però con una settimana d'isolamento, ad ammettere che Johnson - chiuso dal 27 marzo in un alloggio adiacente al numero 11 di Downing Street - avesse ancora "febbre (alta secondo i giornali) e tosse"; seppure precisando che era "in buono spirito" e "saldamente al timone" della nave governativa.

Si dimette in Scozia consulente alla sanità del governo

E invece la consulente per la Sanita del governo scozzese, Catherine Calderwood si è dimessa per aver infranto le norme sul confinamento e ha chiesto pubblicamente scusa. La Calderwood era stata fotografata nella sua casa di villeggiatura nella regione costiera di Fife, poco lontano da Edimburgo. Le foto erano poi state pubblicate dall’edizione scozzese del tabloid britannico Sun.