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L'Ue denuncia le fake news cinesi

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L'Ue denuncia le fake news cinesi
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L'Unione europea vittima della propaganda cinese. Secondo la retorica che va per la maggiore a Pechino: la Cina generosa avrebbe inviato farmaci e materiale sanitario agli Stati europei litigiosi perché tra loro non sarebbero stati in grado di aiutarsi.

A denunciare le fake news cinesi è un rapporto sulla disinformazione collegata al Covid19, pubblicato dal Servizio di azione esterna europeo.

Dal canto suo l'Unione europea ha promesso maggiori sforzi per promuovere la solidarietà.

"Ricordiamo che la Cina ha chiesto aiuto all'Europa - ha affermato Thierry Breton, Commissario europeo per il Mercato interno e noi abbiamo risposto inviando oltre 50 tonnellate di attrezzature mediche per un valore di centinaia di milioni di euro. Ora giustamente la Cina ci aiuta perché è l'Europa ad essere diventata l'epicentro del virus. Quanto alle mascherine ad esempio, Francia e Germania ne hanno inviate di più all'Italia di quanto abbia fatto la Cina. La solidarietà europea c'è ed è molto presente."

Tra i dati interessanti del rapporto, c'è la promessa da parte del governo cinese di voler impedire il consumo di animali esotici, che avrebbe generato la nascita e la trasmissione del coronavirus.

Ma c'è chi non si fida. In vista dell'accordo su un piano di investimenti tra Unione europea e Cina che dovrebbe essere firmato quest'anno, un deputato europeo ha inviato una lettera alla Commissione per chiedere più misure di sicurezza.

"Dobbiamo fare molta attenzione - denuncia Francisco Guerreiro, eurodeputato portoghese dei Verdi, - non possiamo potenziare i rapporti commerciali con un Paese che mette a rischio la vita del proprio popolo e di tutti gli altri. Dovremmo assumere una posizione dura durante la negoziazione del nuovo piano, per pretendere dalla Cina misure di controllo sanitario più rigide che proteggano i cinesi e tutti noi."

In un recente editoriale, il capo della diplomazia europea, Josep Borrell, ha scritto: "Non sappiamo cosa ci riserva il futuro, l'Unione europea deve essere un pilastro rassicurante, un fattore unificante e deve collaborare con la Cina e gli Stati Uniti per affrontare la pandemia e le sue conseguenze".

I rapporti commerciali rappresentaranno un elemento importante per affrontare la crisi economica mondiale imminente e l'Unione europea secondo gli esperti potrebbe dare l'impulso a scelte globali dettate da un approccio multilaterale, piuttosto che egemonico.

"Come risaneremo le nostre economie devastate?- Chiede Shada Islam, analista di Friends of Europe - come riporteremo le persone al lavoro, come creeremo quei posti di lavoro persi, come recupereremo le vite delle persone? La ricostruzione richiederà gli sforzi comuni di noi tutti – ha ricordato l'esperta di geopolitica – per assicurarci che non ci sia un nuovo protezionismo, che il commercio possa ancora praticarsi in un mercato libero e aperto e che le imprese continuino a investire nelle economie degli altri paesi."

I negoziati per riavvicinare le relazioni tra Cina ed Europa si trascinano da sette anni, l'ex Commissione europea infatti vedeva la ha visto la Cina come un nemico storico.