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Orban contro tutti: FMI, UE, rom e corte europea dei diritti umani

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Orban contro tutti: FMI, UE, rom e corte europea dei diritti umani
Diritti d'autore  Zsolt Szigetvary/MTI via AP
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Ha attaccato tutti: il fondo monetario internazionale, Bruxelles e ovviamente il miliardario ungherese-americano George Soros.

Ha avuto eco in molti ambiti, dunque, l'annuale discorso alla Nazione del primo ministro ungherese Viktor Orban. Davanti a una folla di sostenitori il capo dell'esecutivo magiaro ultraconservatore ha elogiato per Brexit il Primo Ministro Boris Johnson e l'americano Donald Trump per il sostegno a Londra.

Orban ha affermato che l'Europa non è Bruxelles. "Siamo l'Europa e non dobbiamo soddisfare le aspettative dell'élite stanca e disillusa di Bruxelles. Ci sono stati momenti in cui credevamo che l'Europa fosse il nostro futuro, ma ora sappiamo che noi siamo il futuro dell'Europa".

Viktor Orban ha affermato che l'Europa è minacciata dal cambiamento climatico, dal declino demografico e dal rallentamento economico allo stesso tempo. Mentre Stati Uniti e Cina hanno una crescita economica più grande, spendono di più per l'innovazione e la difesa nazionale, "lasciandosi l'Europa alle spalle", ha detto.

Orban se l'è presa anche con i rom, a cui lo Stato non dovrebbe più pagare gli indennizzi per l'esclusione da un'istruzione normale, ha proposto, e con la Corte europea dei diritti umani che ha obbligato lo stato ungherese a risarcire i detenuti i cui diritti umani erano stati violati.

Ci sono stati momenti in cui credevamo che l'Europa fosse il nostro futuro, ma ora sappiamo che noi siamo il futuro dell'Europa"
Victor Orban
Primo ministro magiaro

Viktor Orban dal 2010 è primo ministro ungherese. Critico con l'UE e verso il federalismo europeo, auspica il ritorno a un'Europa delle Nazioni. Ha attuato politiche contro i migranti, represso la stampa critica nei suoi confronti (e non solo) e provato a incentivare le nascite nel suo Paese.

Crede nelle radici cristiane dell'Europa e ha stretto importanti legami con altri leader discussi: Erdogan, Putin, Xi Jinping.