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Bryant: si moltiplicano le cerimonie sui parquet italiani

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Bryant: si moltiplicano le cerimonie sui parquet italiani
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Kobe Bryant amava l'Italia anche perché sui parquet di Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia ha imparato a giocare a basket, la grande passione della sua vita.
Ha frequentato le scuole e i campi di pallacanestro da figlio d'arte, al seguito del padre Joe che - 35 anni fa - era l'ala grande da ingaggiare.

Dai 6 ai 13 anni Kobe ha dunque posto le basi di quel che sarebbe diventato in Italia, che non lo dimentica. In molti, tra gli amici che con lui hanno condiviso lo spogliatoio, pensano che la cosiddetta ''Mamba Mentality'', dal nickname della leggenda dei Lakers, ovvero l'approccio che gli ha consentito di vincere tutto e di essere il migliore al mondo, sia maturato anche nelle palestre italiane. Lo stesso campione lo aveva ribadito nel marzo scorso, in occasione del sorteggio dei gironi del mondiale di basket: "Crescere dall'altra parte dell'oceano mi ha dato un incredibile vantaggio perché avevo imparato i fondamentali. Non come fare il funambolo ma come muovermi senza palla e usare i blocchi, utilizzare entrambe le mani, passare la palla in maniera efficace".

Copyright 2020 The Associated Press. All rights reservedGregorio Borgia

"Era grande, Kobe, con quel pizzico di spocchia che derivava dalla consapevolezza di essere già il più forte a 12 anni", racconta l'amico ed ex compagno di squadra a Reggio Emilia, Chris Ward.
"Sveglio, competitivo, vivace intellettualmente" lo descrive così Andrea Menozzi, che lo ha allenato quando aveva 12 anni, attuale coach delle giovanili della Pallacanestro Reggiana (le interviste nel video).

Nel frattempo, nei campi, si moltiplicano gli eventi per ricordare Bryant: sono pronte cerimonie per intitolargli vie e piazze, le stesse che ha infiammato quando il rookie italian style è diventato la stella dell'Nba e di Los Angeles, dove ha giocato per 20 stagioni.

Oggi anche la Pallacanestro Rieti celebra la “Notte di Kobe”, in occasione della 22° giornata di campionato tra la Zeus Energy Group Rieti e la Givova Scafati. Da oggi, sul tetto del PalaSojourner, dove Kobe ha mosso i primi passi nel basket, stazionerà la maglia numero 24 dei Lakers.

Rieti porterà anche avanti l'iter per l’intitolazione a Bryant di una via cittadina.

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