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Il Movimento delle sardine: dall'Italia all'Europa. Contro odio e populismo

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Il Movimento delle sardine: dall'Italia all'Europa. Contro odio e populismo
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"Si sono dati il nome di “sardine”. Chi sono e cosa vogliono i manifestanti che stanno riempiendo le piazze italiane?

Abbiamo seguito la loro manifestazione a Roma per capire cosa vogliano fare e dove vogliono arrivare. Decine di migliaia di persone si sono radunate, sabato 14 dicembre, in una delle piazze più grandi della capitale, piazza San Giovanni. Il loro simbolo: la sardina. Un simbolo diventato icona del movimento nato a Bologna, lo scorso novembre, da un gruppo di giovani, capitanati da Mattia Santori.Obiettivo protestare contro l’arrivo in città del leader della Lega Matteo Salvini per le regionali in Emilia Romagna e risvegliare una coscienza politica anti-populista.

MATTIA SANTORI, IL VOLTO PUBBLICO ED EMBLEMATICO DEL MOVIMENTO

32 anni, una laurea in Economia e Diritto, Mattia Santori, è la figura più emblematica del “Movimento delle sardine". Alla stampa che lo segue, ormai, ovunque, ripete spesso: "Veniamo da decenni di oscurantismo, di paura e rabbia. Vorremmo arrivare nel 2020, un nuovo decennio di luce, di gioia di stare insieme e di costruzione di solidarietà, con un tessuto sociale un più forte."

La manifestazione di Roma è solo una delle tante che in questo periodo il movimento ha organizzato in tutto il paese. In solo un mese, sono state oltre 300.000 le persone che sono scese in piazza. Una vera “rivoluzione sardinista”, come l’hanno definita i fondatori.

UN RINASCIMENTO DELLE COSCIENZE?

E la gente cosa ne pensa? Nicola Rosci fa il pescivendolo, e con un tocco di ironia dice: "Sono appiccIcati come le sardine. Forse hanno preso ispirazione da questa cosa. E’ un gruppo ampio che si muove insieme e che fa le cose insieme. Poi vedremo gli sviluppi. Quello che ci sarà, chi si prenderà il governo, vedremo cosa faranno le sardine dopo.” Per il popolo delle sardine, la priorità è occupare lo spazio pubblico. Un gesto politico, ma senza quell'etichetta partigiana.

Per Marino Aranci, bibliotecario, i politici non vengono più in piazza per incontrare gente, quindi bisogna fare in modo che la piazza vada dai politici. E così all'appuntamento romano sono arrivati da tutta Italia. Lo scopo resta quello di difendere i valori che, secondo molti italiani, sono in pericolo. Come per Giuliano Melini, un avvocato di Urbino, la patria di Raffaello, ci dice, del rinascimento italiano. Spera che questo movimento porti anche un rinascimento delle coscienze. A pensarla allo stesso modo anche Donatella Schiavi, Professoressa di Storia e Filosofia: “Siamo qui per manifestare contro questa deriva sovranista, populista e razzista, contro la volontà di odio, questo non è il mondo che vogliamo lasciare ai nostri figli." Idee e ideali condivisi dalla piazza. Cristina Cecchetti, agente immobiliare di Civitanova ci fa notare che non si può fare politica dicendo" Prima gli italiani ", oppure "Tutti fuori". “Tutto questo odio ha veramente trasformato un'intero popolo. Si dice “Italiani brava gente." Sembra che questi “italiani brava gente siano scomparsi. Invece no, sono qui in piazza, questi italiani. Ci sono ancora. Noi siamo qui, siamo noi!"

IN PIAZZA CONTRO ODIO, RAZZISMO E POPULISMI

Contro l’odio e il razzismo si è duramente schierato il keniano Stephen Ogongo, coordinatore del movimento a Roma. Giornalista, Ogongo dirige anche un'organizzazione per i diritti umani contro ogni forma di discriminazione. Con la sua ultima campagna ha dovuto bloccare il suo account Facebook per contenuti pesanti arrivati dai sostenitori di Matteo Salvini. Insulti subito condannati dal Partito leghista.

Per Ogongo, Coordinatore nazionale "Cara Italia", la mobilitazione del movimento delle sardine è di vitale importanza per il futuro dell’Italia: “La cosa più importante è risvegliare le coscienze delle persone, far capire loro che c'è un problema molto serio nel paese. Il problema dell’odio artificiale che qualcuno sta creando, il pericolo del populismo, il pericolo anche del ritorno del fascismo. Il movimento è un modo anche per richiamare l'attenzione a rimettere al centro della politica l’essere umano, il rispetto della persona e della dignità umana.”

QUALE FUTURO PER IL MOVIMENTO

Dunque prima di tutto puntare dunque sui valori. Un compito non semplice per “le sardine”. Come fare? Anche il leader del movimento è cauto quando gli si chiede quali saranno le prossime mosse. Il movimento non vuole diventare un partito politico, dicono i suoi fondatori. Vogliono continuare a combattere intolleranza, xenofobia, omofobia, inciviltà. “Le sardine” sono soprattutto uno stato d'animo. "Le sardine non esistono. Politica è partecipazione", sottolinea Santori, "Le sardine non esistono, perché pensare che le sardine o Mattia Santori, che un movimento come questo, possano risolvere i problemi, è assolutamente populistico. La gente deve capire che le persone fanno politica dal basso, nella propria vita, e che non è c’è bisogno di una manifestazione."

DALL'ITALIA ALL'EUROPA: SARDINE IN MOVIMENTO

Il giorno dopo la manifestazione di Roma, circa 150 delegati delle Sardine si sono riuniti in un’assemblea a porte chiuse, sempre nella capitale. Ordine del giorno: trovare il modo per contrastare la campagna della Lega di Matteo Salvini in vista delle elezioni regionali di fine gennaio in Emilia Romagna, una roccaforti tradizionale di sinistra. Un voto ritenuto cruciale per il futuro politico dell’Italia. "Il primo obiettivo di questa riunione è tornare il prima possibile nelle piazze e coinvolgere i territori che ancora non sono stati coinvolti dalle “sardine”, fa notare Santori. "Non abbiamo fatto niente di speciale, abbiamo semplicemente lavorato con persone che vogliono portare un messaggio alternativo al populismo e al sovranismo nel paese, in modo molto spontaneo e molto libero."

Parole che sono rimbalzate oltre i confini. Un messaggio questo rivolto anche contro quell'ondata di populismo che sta investendo tutta l’Europa. In piazza a Roma abbiamo incontrato anche un gruppo di sardine spagnole. Come Clara Berna, insegnante di flamenco: “Siamo venuti qui perché siamo stanchi di una politica volgare e sprezzante, che parla solo di demagogia e non risolve davvero alcun problema. Quello che sta accadendo in Italia, purtroppo sta anche iniziando a verificarsi anche in Spagna. Il nostro desiderio è che le “sardine italiane” nuotino verso altre parti d'Europa, raggiungendo tutta l'Europa, anzi tutto il mondo!”

Journalist name • Valérie Gauriat