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Brexit, i tempi di Londra

Brexit, i tempi di Londra
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Nei corridoi dei palazzi di Bruxelles si continua a lavorare ai dettagli di una Brexit che tuttavia rimane materia complicata. "Lavoriamo duramente, con passione e molto dinamismo, per raggiungere un'intesa. Faremo di tutto per evitare il ciglio del burrone", assicura Michel Barnier, capo dei negoziatori europei.

Johnson vorrebbe una legge che imponga un anno di tempo per chudere i negoziati: un timing che renderà impossibile un accordo dettagliato e complessivo. "Un accordo globale, possiamo dimenticarcelo. Sarà qualcosa ridotta all'essenziale. E un accordo ridotto al minimo non soddisferà l'ambizione dichiarata di Boris Johnson di avere ampio accesso al mercato europeo. Quindi, un accordo ridotto all'essenziale significa che ci saranno controlli alle frontiere", dice Philip Lambert, europarlamentare belga

Ma il premier britannico non cambia strada, anzi spinge sull'acceleratore. "Boris Johnson pensa di approvare una legge che riduca la durata della fase transitoria, mostrandosi pieno di buona volontà. Non so se questo gli creerà problemi legali mentre i negoziati vanno avanti. Spero di no. Spero che possa dire all'UE "Siamo più che pronti ad allontanarci dal tavolo se non siete pronti a darci rapidamente un buon accordo di libero scambio", sostiene Alex Philips, di Brexit Party.

Già questo venerdi 20 dicembre il parlamento britannico potrebbe pronunciarsi, in modo da confermare per la metà di gennaio un voto di ratifica: un calendario tale da far risultare Londra fuori dall'Unione europea già dal 31 gennaio 2020.

Darren McCaffrey: "Molti politici europei privatamente ammettono che la maggioranza di cui gode Johnson sia un fattore di stabilità. ma restano le preoccupazioni sui futuri negoziati commerciali, che si prevedono difficili. E mentre l'Unione europea conta su un vantaggio di posizione nelle trattative, eventuali cambi di priorità dettati da altri paesi, non sono affatto esclusi".

"Quasiasi cosa che diminuisca le capacità dell'Irlanda di funzionare nell'economia nord-irlandese alla lunga finirebbe per sabotare il sistema economico nel suo complesso. Tuttavia noi intratteniamo dei commerci con la Gran Bretagna e vorremmo poter continuare a farlo nel modo più analogo possibile", dice l'europarlamentare irlandese Billy Kelleher.

Nonostante lo scenario cambiato, la partita dell'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea, rimane sempre un dossier capace di non poche sorprese.

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