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Spagna, incarico a Sanchez, ma sempre senza maggioranza

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Spagna, incarico a Sanchez, ma sempre senza maggioranza
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Al colloquio con re Felipe VI di Spagna, che gli ha conferito l'incarico di formare un njuovo governo, il leader socialista Pedro Sanchez c'è arrivato forte dell'intesa stretta con Podemos, il movimento guidato da Pablo Iglesias, e con l'intenzione di non perdere altro tempo prezioso.

"Vorremmo chiudere il prima possibile. Ma evidentemente non dipende solo da noi, perché dei 350 deputati alla Camera noi ne abbiamo solo 120. Sono abbastanza ma non sufficienti per una maggioranza che dipenda solo dalla nostra forza parlamentare", ha detto ai giornalisti.

Mentre i media si esercitano immaginando le date per il debutto di un eventuale nuovo esecutivo., Sanchez sa che, oltre che sui 35 deputati di Podemos, dovrà poter contare anche sui tre eletti di Mas Pais, sui 7 del Partito nazionalista basco, e su altri tre di formazioni minori, restando tuttavia sempre al di sotto del quorum.

La differenza potrebbe venire da una astensione dei 13 indipendentisti catalani e dei 5 di Eh Bidu, ma non è scontato che accada. Così come non è ancora chiaro cosa faranno i 10 deputati di Ciudadanos. Porte chiuse, e reciprocamente, tra socialisti e popolari, dopo che Sanchez ha accusato il partito conservatore di preconcetta ostilità e il leader del PP, Pablo Casado, che ha già da tempo annunciato di voler restare all'opposizione.