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La sfida ruandese: Kigali e Masaka

La sfida ruandese: Kigali e Masaka
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Fra sviluppo, istruzione e formazione, il Ruanda avanza nella sua sfida economica. La costruzione di un porto a secco di trenta ettari nei pressi di Kigali dovrebbe trasformare il paese in hub per la logistica della regione. L'infrastruttura di Masaka ha contribuito allo sviluppo locale con la creazione di posti di lavoro

Kpl: coinvolgere le popolazioni locali nello sviluppo economico

Integrare le popolazioni locali nel processo di sviluppo economico attraverso un sistema di gestione partecipativa. È la strategia del governo ruandese su Kpl, la piattaforma logistica di Kigali, uno dei più grandi porti a secco d'africa con una superficie totale di 30 ettari. La prima fase dell'infrastruttura, stimata a 35 milioni di dollari, è stata interamente finanziata dal colosso mondiale della logistica Dubai Port World per una concessione di vent'anni.

La struttura è dotata di attrezzature high-tech e la sua strategia si basa su innovazione e trasparenza. E i risultati si vedono, dive Fred Seka di Gorilla Logistics: "Prima ci voleva parecchio tempo per scaricare. Quando ci vogliono 7-10 giorni per scaricare le merci, ci vogliono più soldi, e se non vengono sdoganate nel giro di due giorni, bisogna pagare una multa di 200 dollari a camion. Se avete più di 10-20 container, ci vorranno più di 10 giorni, immaginate quanto vi costerà al giorno. E poi bisogna pagare anche i camionisti, perché il carico è contenuto nei camion".

Masaka: 700 posti di lavoro per ruandesi e stranieri

Il terminal situato a Masaka, a 20 chilometri da Kigali, dà lavoro a quasi 700 persone in modo diretto o indiretto, inclusi studenti e tirocinanti, locali e stranieri.

"In futuro penso di potermi servire delle competenze di base acquisite nella piattaforma logistica di Kigali. Forse avrò anche l'opportunità di essere promosso da tirocinante a dipendente", commenta James, uno stagista entusiasta. Un altro, Mandela, gli fa eco: "Al momento ho sei mesi di esperienza. Immaginate ora se arrivo a completare un anno: avrò le competenze di qualcuno che è già sul campo, perché mi piace imparare, e sto imparando molto da questo stage. Quindi credo che già dopo lo stage sarò in grado di lavorare molto bene, perché ho lavorato con una società internazionale, DP World, che è una grossa istituzione e questo dà grossi vantaggi".

DP World e il governo ruandese puntano a coinvolgere di più le comunità locali, finanziando progetti di sviluppo destinati a estendersi in tutto il paese.

Il Ruanda, un ponte verso i paesi vicini

Oltre a facilitare le procedure doganali, il Ruanda si presenta come un vero e proprio ponte verso i paesi vicini come la Repubblica democratica del Congo, l'Uganda, la Tanzania e anche il Burundi, paesi a forte crescita economica. Kpl, che avrà accesso anche al porto di Mombasa in Kenya, ha una capacità annuale di 50 mila container da 20 piedi, e potrà anche far risparmiare alle imprese ruandesi quasi 50 milioni di dollari all'anno in costi per la logistica.

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