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Grecia: sciopero generale contro la riforma del lavoro del governo

Grecia: sciopero generale contro la riforma del lavoro del governo
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Navi ormeggiate in porto, treni fermi e metropolitane chiuse ad Atene. Per la seconda volta dall'insediamento del governo conservatore di Kyriakos Mītsotakīs, i lavoratori del settore pubblico e privato, in Grecia, hanno incrociato le braccia paralizzando il paese. Nel mirino dei sindacati c'è il progetto di legge dell'esecutivo in materia di lavoro che oltre a depotenziare i contratti collettivi rispetto agli accordi aziendali, rende obbligatorio il voto elettronico del 51% degli iscritti al sindacato per convocare uno sciopero.

"Non si potrà convocare un'assemblea generale - spiega un delegato - ai lavoratori viene impedito di battersi per i propri diritti e per la difesa dei contratti collettivi. Questo è davvero il colpo di grazia per i sindacati".

Per i lavoratori si tratta di un progetto fatto su misura per le grandi compagnie.

"Il governo sta praticamente dando tutto alle imprese, infliggendo un colpo pesantissimo ai sindacati e alla possibilità di organizzazione collettiva dei lavoratori" spiega una lavoratrice.

Per tutta risposta il Primo ministro Mītsotakīs ha definito i lavoratori un gruppo di poche migliaia di "sindacalisti professionisti, nemici della trasparenza, che hanno provocato enormi disagi ai greci con il loro sciopero".

E' presente per Euronews Ioannis Karagiorgas, inviato ad Atene: "Il progetto di legge del governo mette mani alle regole sul diritto di sciopero, alla forza dei contratti collettivi di lavoro e, in ultima istanza, introduce per i sindacati l'obbligo di registrazione. Da qui l'accusa delle organizzazioni dei lavoratori di volerne controllare l'attività. Un disegno a cui i lavoratori hanno dichiarato guerra. Scioperi come questo sono solo l'inizio".