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Ungheria sulla graticola a Bruxelles

Ungheria sulla graticola a Bruxelles
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MTI/EPA/Olivier Hoslet
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Il ministro della Giustizia e degli Affari europei ungherese Judit Varga sulla graticola al Consiglio Affari generali dell'Unione europea, a Bruxelles. È la prima audizione di un rappresentante dell'Esecutivo di Budapest nell'ambito della procedura sullo Stato di diritto del Paese, avviata dall'Eurocamera un anno fa.

Frans Timmermans, vice presidente commissione europea: "In termini generali direi che oggi questo dimostra la volontà da parte degli stati membri di porre domande e da parte delle autorità ungheresi di fornire delle risposte. Ma si tratta di questioni complesse che non si possono risolvere in una singola audizione".

Infatti di fronte all'iniziativa l'Ungheria sale sulle barricate e per bocca di Zoltan Kovacs, uno dei portavoce del premier Viktor Orban, mette in guardia: "Alcuni nel Parlamento europeo continuano ad essere determinati a voler far pagare all'Ungheria per la sua strenua opposizione ad un'agenda pro-migranti e per la sua insistenza nella difesa delle frontiere Schengen. Questa è la ragione dell'audizione di oggi".

Judith Varga, ministro della giustizia ungherese: "Abbiamo ascoltato le solite accuse false e fallaci della elite pro immigrazione. E la cosa è rimbalzata sui media occidentali. All'audizioe di oggi ee a scora settimana quando abbiamo distribuito il nostro mazteriale scritto agli altri stati, abbiamo smontato le accuse una per una".

Parlando ai giornalisti in vista della riunione del Consiglio affari generali, Varga ha espresso la speranza che gli Stati membri "si astengano dall'applicare due pesi e due misure" quando criticano l'Ungheria e che la procedura non sia il frutto di una azione politica contro il governo di Budapest".