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Le cruciali e incerte elezioni presidenziali in Tunisia

Le cruciali e incerte elezioni presidenziali in Tunisia
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REUTERS/Muhammad Hamed
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Domenica 8 milioni di tunisini vanno alle urne per eleggere a suffragio universale diretto il presidente della Repubblica. È la seconda volta nella storia della giovane democrazia tunisina, unico esperimento riuscito tra i paesi della 'primavera araba', e importante test anche in vista delle elezioni legislative del 6 ottobre.

26 candidati e due sole donne

Ventisei i candidati in lizza fra loro due donne ma in pochi hanno reali possibilità di arrivare al secondo turno, dato per scontato. Sul voto pesa l'indecisione del 30% degli elettori e il probabile forte astensionismo giovanile.

Mohamed Moncef Marzouki è uno dei candidati ed è fra i più sensibili al fattivo dialogo con l'Europa.

Mohamed Moncef Marzouk: Ci aspettiamo che l'UE sostenga l'esperienza democratica tunisina, ma abbiamo detto agli amici europei che sostenere la democrazia in Tunisia significa sostenere un'economia nazionale capace di assorbire la disoccupazione e contenere la povertà. Povertà e disoccupazione producono terrorismo e immigrazione, quindi se non si vogliono ricevere gruppi di migranti e non si desidera essere danneggiati dal terrorismo, bisogna fornire il potenziale per stabilizzare la nostra democrazia, attraverso un'economia forte, è un'equazione semplice.

Il magnate della televisione è in lizza ma è in carcere

Il magnate Nabil Karoui, in carcere dal 23 agosto per riciclaggio ed evasione fiscale, è fra i candidati più insidiosi. Karoui, 56 anni, è il proprietario della potente televisione Nessma ed è tra i favoriti per la vittoria.

Il panorama generale

Fra le prelibatezze di queste elezioni la scomparsa dei partiti di sinistra e la comparsa dei populisti. Le elezioni presidenziali sono state decise dopo la morte, a luglio, del presidente Beji Caid Essebsi, il primo presidente eletto democraticamente in Tunisia.