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The Brief From Brussels: le ombre sui volti dei nuovi commissari UE

The Brief From Brussels: le ombre sui volti dei nuovi commissari UE
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L'elenco dei candiati commissari per il nuovo esecutivo europeo ha al suo interno nomi controversi, a partire dall'ex ministro della giustizia ungherese, Laszlo Trocsanyi, assegnato alle politiche di allargamento e di vicinato.

Noto come un feroce difensore dello stato illiberale di Viktor Orban, ha difeso le controverse leggi anti-migranti e anti-ONG, come quella dal titolo STOP Soros.

'Non vogliamo bloccare il meccanismo dello Stato di diritto dell'UE. Vogliamo solo una cosa, evitare che i politici decidano sullo stato di diritto. Se c'è un dibattito politico ci sono sempre aspetti politici dietro di esso. Come ho detto, sono un avvocato. Pertanto penso che se ci sono questioni relative allo stato di diritto, queste devono avere una natura giuridica"., aveva affermato nel 2014 ai microfoni di euronews.

Sylvie Goulard, francese, ha recentemente rimborsato 45.000 euro al Parlamento europeo dopo un'inchiesta sul suo conto che la accusava di aver impiegato i suoi assistenti in modo inappropriato durante il suo periodo come eurodeputata. A causa di questa indagine si è dimessa dalla carica di ministro della Difesa nel 2017.

Joseph Borell, spagnolo, è stato costretto a dimettersi dalla presidenza dell'Istituto universitario europeo in seguito alle accuse di conflitto di interessi. È noto per il suo linguaggio non diplomatico e per aver suscitato l'ira dei catalani indipendentisti con alcune delle sue dichiarazioni.

Rovana Plumb, candidata rumena è stata al centro di una inchiesta del dipartimento nazionale anticorruzione. Al centro delle indagini l'accusa di aver avviato e promosso la decisione del governo di trasferire illegalmente di un'isola del Danubio all'amministrazione del consiglio di Teleorman, il quale l'ha ceduta a compagnie private.

Il candidato polacco alla Commissione europea, Janusz Wojciechowski, membro della Corte dei conti europea, è soggetto a un'indagine dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) per presunte irregolarità relative al rimborso delle spese di viaggio.

L'indagine in corso è stata rivelata poco prima dell'annuncio ufficiale della composizione della nuova Commisione europea.