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La Gaza perduta: i tesori della Striscia custoditi dai privati

La Gaza perduta: i tesori della Striscia custoditi dai privati
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Di Eloisa Covelli
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Il British council ha dato quasi due milioni di euro per restaurare alcuni siti archeologici

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Proprio sotto la superficie della sabbia a Jabaliya nella Striscia di Gaza si trova un magnifico tesoro. I mosaici che vedete sopra risalgono al V secolo e fanno parte di ciò che resta di una chiesa bizantina scoperta nel 1996.

Assieme alle rovine del monastero di Saint Hilarion fa parte della storia di Gaza che i restauratori stanno lottando per salvare nonostante l'abbandono e decenni di conflitti. Il lavoro, intrapreso dalla ONG francese Première Urgence Internationale, è finanziato dal British Council con quasi 2 milioni di euro.

René Elder

"Questo sito è importante per la storia di Gaza perché riflette il periodo cristiano di Gaza - dire l'archeologo René Elter, direttore scientifico del restauro del monastero Saint Hilarion - Ma ci sono altri siti a Gaza che riflettono il periodo romano, il periodo greco, il periodo persiano".

Nella Striscia di Gaza ci sono resti di cinque millenni di storia: dall'età del bronzo ai califfati islamici fino agli anni del dominio ottomano e britannico. ma decenni di guerra hanno causato pesanti perdite.

A Khan Yunis, un privato ha creato una collezione straordinaria. Iniziò a cercare reperti nel 1975, acquistandoli da collezionisti o cercandoli sulla spiaggia e nei nuovi cantieri. Ora la sua casa è un museo che accoglie studenti e studiosi.

Walid al-Aqqad

"Ho comprato alcune antichità da persone che le collezionavano perché questo museo è stato istituito con sforzi personali togliendo il pane di bocca dei miei figli", dice Walid al-Aqqad, proprietario dell'omonimo museo.

Sempre a Khan Yunis c'è un altro museo privato. In tutto sono cinque i musei privati autorizzati dal Ministero.

Najlaa Abu Lahya

"Siamo andati al ministero del turismo e ci hanno dato un documento che attesta che possediamo questo museo, abbiamo il diritto di custodirlo e implementarlo, ma non possiamo venderlo" dice Najlaa Abu Lahya, proprietaria del museo privato Al Qarara.

Il Ministero vorrebbe costruire un grande museo nazionale per tutti questi pezzi archeologici, ma la situazione politica ed economica non aiuta.

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