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Scontri a Hong Kong: assedio al Parlamento

Scontri a Hong Kong: assedio al Parlamento
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Reuters
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Vie presidiate dagli honkonesi, scesi in piazza a migliaia. Dopo alcune ore di assedio da parte di 1500 persone, un gruppo di manifestanti ha superato la recinzione esterna ed è penetrato nell'edificio del Parlamento. A Hong Kong agenti di polizia in tenuta antisommossa hanno tentato di disperdere la folla e di arginare l'ennesima manifestazione, deflagrata nel giorno del ventiduesimo anniversario della riunificazione alla Cina.

I ragazzi di Hong Kong continuano dunque la protesta contro la modifica della contestata legge sull'estradizione, fortemente voluta dal capo esecutivo dell'ex colonia britannica, Carrie Lam, congelata in seguito alla mobilitazione di milioni di cittadini, ma sempre pronta ad essere discussa dal Consiglio legislativo.

ll disegno di legge verrà invalidato, se non sarà discusso prima della scadenza del mandato, a luglio 2020. In ballo ci sono le temute estradizioni nella Cina continentale e la costante erosione dell'autonomia di Hong Kong.

Il sistema penale cinese non prevede infatti una netta demarcazione tra giustizia e politica, uno dei capisaldi nei Paesi occidentali: le estradizioni, sollecitate dal governo centrale, rischiano di pregiudicare la tutela dei diritti cittadini.

Pechino ha sostenuto il capo esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam, sabato scorso, quando ha annunciato il rinvio a tempo indeterminato del provvedimento. Per Xi Jinping si tratta di una cessione a compromessi senza precedenti, arrivata dopo la presa d’atto che la posizione di Lam è estremamente precaria. Al contempo, i media di Stato cinesi sono tornati a denunciare “intromissioni” straniere negli affari di Hong Kong, dopo la seconda domenica di massicce proteste nell’ex colonia britannica.