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Il ritorno di Amanda Knox nell'Italia degli errori giudiziari

Il ritorno di Amanda Knox nell'Italia degli errori giudiziari
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Amanda Knox si presenta al festival della giustizia penale di Modena come un'apostrofo a stelle strisce sul verdetto della corte europea dei diritti umani contro l'Italia. L'americana finita in carcere per omicidio e liberata per non aver commesso il fatto attacca il rituale dei processi mediatici: "non ci sono nemmeno i diritti umani perché nella corte dell'opinione pubblica non sei una persona umana. Sei un oggetto da consumare"

Knox, ormai trentatreenne, torna in Italia dopo la disavventura giudiziaria che le costò quattro anni dietro le sbarre. La sua voce parla della disavventura con il sistema processuale italiano, e fa indirettamente eco alle accuse della corte di giustizia europea contro il regime italiano dell'ergastolo. La ex studentessa dell'università di Perugia pensa anche a un risarcimento economico per i danni subiti.

L'americana venne accusata con il suo compagno dell'epoca, l'italiano Raffaele Sollecito, dell'omicidio commesso nel 2007, della sua compagna di appartamento, la studentessa britannica Meredith Kercher, i cui genitori, però, non hanno mai creduto nell'innocenza di Knox e Sollecito.

Alla fine, un colpevole venne assicurato alla giustizia per la morte dell'universitaria inglese. Dietro alle sbarre finì lo studente ivoriano Rudy Guede.

Lo scorso Gennaio, la corte di giustizia europea, sul caso Knox, ha accusato l'Italia di aver violato i diritti di difesa dell'imputata, anche se non sono state trovate prove di maltrattamenti fisici.