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Magia, forza e amore nell' "Alcina" di Händel del Festival di Salisburgo

Magia, forza e amore nell' "Alcina" di Händel del Festival di Salisburgo
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Illusione, manipolazione e magia… "Alcina", l’opera del compositore Georg Friedrich Händel, lancia il suo incantesimo sul Whitsun Festival di Salisburgo, il Festival di Pentecoste. E al cuore di questo mondo incantato troviamo il famoso mezzo-soprano Cecilia Bartoli e il controtenore Philippe Jaroussky.

Philippe Jaroussky

La Bartoli, direttrice artistica della rassegna, interpreta la maga Alcina, protagonista della nuova produzione dell’opera di Händel firmata da Damiano Michieletto, che si innamora e perde i suoi magici poteri.

«L’incredibile della storia di Alcina è proprio il fatto che si innamori: per una maga è proibito. Quindi sono diverse le sfumature che devono essere messe in scena: la forza, l’amore e anche l’età che comincia ad avanzare per Alcina.

Sensualità e leggerezza - continua la Bartoli - sono un tutt'uno in quest’opera di Händel. Ogni aria possiede il suo personaggio con un tono e un colore diversi. Tutte le opere di Händel sono come un prezioso gioiello».

«Händel, come sappiamo, aveva una personalità molto rigida, un carattere difficile un po’ collerico. Sappiamo anche che una volta ha persino minacciato un soprano di farlo cadere dalla finestra. Farlo arrabbiare non era una buona idea. Allo stesso tempo la sua musica è ricca di umanità e sensualità. Credo che nella storia della musica, le opere di Händel siano le più commoventi». A parlare è il controtenore Philippe Jaroussky, partner professionale di Cecilia Bartoli in questa pièce, che interpreta Ruggiero.

L’edizione di quest’anno sarà consacrata alle “voci celesti”, le cosiddette voci dei castrati o voci bianche che hanno ispirato Händel e molti altri compositori barocchi.

Cecilia Bartoli

«E’ stato come riunire le grandi voci dell’epoca barocca, le pop star del barocco se vogliamo: Farinelli, Caffarelli Senesino...», afferma la Bartoli.

Händel ha scritto il ruolo dell’amante di Alcina, Ruggiero, specificatamente per un castrato famoso. Oggi questi ruoli vengono interpretati da mezzo-soprano o da contro-tenori che utilizzano il falsetto.

«E’ il respiro che caratterizza questo tipo di voce. Il respiro, che nei castrati è superiore rispetto alla media e che li rende incredibilmente agili. Con un unico respiro riuscivano a cantare frasi molto lunghe e questo è ciò che rende magica questo tipo di voce», ci spiega Jaroussky.

“E’ molto probabile che trasferissero una parte del loro dramma personale nelle loro voci: il senso di ingiustizia per essere stati privati della loro voce, della loro integrità fisica. Penso certo che l’emozione presente nella voce di un castrato sia strettamente legata alla tecnica da loro utilizzata ma anche la loro storia speciale è un elemento che incide. Cantare per loro equivale a sopravvivere». Riferisce sempre Jaroussky.

Alcina è anche presente nel programma del festival dell’estate di Salisburgo, dall'8 al 18 agosto. Altra rassegna della cittadina austriaca che si terrà dal 20 luglio al 31 agosto.