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Ocse: è allarme per la crescita globale, mai cosi male dal 2016

Ocse: è allarme per la crescita globale, mai cosi male dal 2016
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La crescita globale subirà un pesante rallentamento, sotto i colpi delle dispute commerciali che fiaccano le imprese di tutto il mondo. Parola dell'Ocse, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che, con una brusca sterzata rispetto a quanto previsto l'anno scorso, ha rivisto al ribasso le stime di crescita del pil globale che passa dal 3,9% a un ben piu' modesto 3,2%.Un quadro fosco, dal momento che si tratta del ritmo di crescita più lento mai registrato dal 2016.

Un tantino meglio del previsto il pil nell'eurozona sia nel 2019 che nel 2020, magra consolazione. Italia, pecora nera. la crescita ristagnerà nel 2019 e resterà "modesta", allo 0,6%, nel 2020. Male, di conseguenza, anche i conti pubblici di Roma: il rapporto deficit/Pil è dato in ulteriore crescita, dal 2,4 del 2019 al 2,9% nel 2020, con un debito destinato a salire l'anno prossimo a quota 135% del Pil.

Per la capo economista dell'Ocse, Laurence Boone: "Oggi sono la Cina e gli Stati Uniti, domani saranno gli Stati Uniti e l'Europa a litigare. Diventa inquientante per le aziende che vogliono investire e assumere persone. Abbiamo rivisto le nostre pre visioni sulla zona Euro, prevediamo che cresca solo dell'1,2% quest'anno, il che è alquanto modesto, per non dire altro".

I numeri parlano chiaro, insomma, e per uscirne, ricorda l'ocse, bisogna trovare una soluzione insieme.

A Parigi, l'inviata di Euronews Sasha Vakulina: "Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina sono una delle maggiori minacce per l'economia globale. A dirlo è l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Per il segretario generale dell'organizzazione, Angel Gurria, le tensioni commercialisi stanno fiaccando la capacità di investimento delle imprese del mondo, provocando il drastico ridimensionamento delle prospettive di crescita a livello globale".