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Cina-Usa, la guerra delle tariffe

Cina-Usa, la guerra delle tariffe
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Pavel Golovkin/Pool via REUTERS
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Nella foto del titolo il ministro degli esteri cinese Wang Yi.

Non possono fare a meno di coesistere e fare affari, ma non si fidano l'uno dell'altra. Sono sostanzialmente queste le cause dell'impasse fra Usa e Cina. Il presidnete Trump ha fatto diverse giravolte negli ultimi giorni, prima minacciando di aumentare le tariffe doganali su merce di origine cinese per un controvalore di 200 miliardi di dollari salvo fare marcia indietro dopo che la Cina ha minacciato di disertare l'asta dei bot americani la cui ultima sessione era andata deserta per mancanza di acquirenti.

Inoltre Trump si trova a dover fare i conti con una delegazione cinese guidata da Liu He, attuale vicepresidente cinese, che ha scalato silenziosamente i gradini del partito fino a diventtare il consigliori di riferimento di Xi Jinping in tema economico. Con la Cina che detiene buona parte del debito americano assumono quindi un chiaro aspetto le dichiarazioni del ministro degli esteri cinese: "Abbiamo la determinazione di salvaguardare i nostri diritti e interessi legittimi".

Frasi che non sarebbero così pesanti se a pronunciarle fosse stato il ministro dell'economia. Se le pronuncia però il capo della diplomazia di Pechino vuol dire che queste sono dichiarazioni politiche e che Trump dovrà tenerne conto come ne stanno tenendo conto le borse di mezzo mondo che continuano ad accusare una certa fibrillazione e con l'Europa, vaso di coccio in mezzo ad otri di ferro che fa affari con Cina ed Usa e rischia di pagare il prezzo più alto di questa guerra comemrciale.