L'investitore miliardario Bill Ackman ha proposto un'operazione da 56 miliardi di euro per fondere Universal Music Group con una società veicolo statunitense. L'intesa offrirebbe agli azionisti un premio del 78% e una possibile quotazione alla Borsa di New York.
In un'iniziativa di rilievo che potrebbe cambiare la struttura proprietaria della più grande società musicale al mondo, il miliardario gestore di hedge fund Bill Ackman ha presentato una complessa proposta per rilevare il gruppo olandese-statunitense Universal Music Group (UMG).
L'operazione prevede la fusione di UMG con Pershing Square SPARC Holdings, veicolo di acquisizione con sede negli Stati Uniti legato alla società di Ackman, Pershing Square Capital Management.
Il gruppo discografico, che rappresenta star globali come Taylor Swift, Drake e Sabrina Carpenter, ha visto le sue azioni perdere circa il 26% nell'ultimo anno, complice il timore di un bilancio poco sfruttato e l'incertezza sulle intenzioni degli azionisti chiave.
Illustrato in un comunicato e in una lettera al consiglio di amministrazione diffusi martedì, il piano attribuisce al gruppo quotato ad Amsterdam una valutazione di 56 miliardi di euro, pari a 30,40 euro per azione. Si tratta di un premio del 78% rispetto al prezzo di chiusura del giovedì precedente, quando l'offerta sarebbe stata presentata.
Secondo l'offerta mista contanti-azioni, gli azionisti aderenti riceverebbero 5,05 euro per azione in contanti, per un totale di 9,4 miliardi di euro, oltre a 0,77 azioni della nuova entità risultante dalla fusione.
L'operazione consentirebbe di ottenere una quotazione primaria alla Borsa di New York, obiettivo che UMG aveva già valutato ma rinviato a causa delle condizioni di mercato. Verrebbe inoltre annullato circa il 17% delle azioni della società.
La parte in contanti sarebbe finanziata con 2,5 miliardi di euro messi da Pershing Square, 5,4 miliardi di nuovo debito a carico del gruppo risultante dalla fusione e la vendita della partecipazione di UMG in Spotify, da cui si prevede di incassare circa 1,5 miliardi di euro al netto di tasse e pagamenti agli artisti.
Il piano di Ackman prevede inoltre di liberare 15 miliardi di euro in cinque anni, grazie a un uso più efficiente del bilancio, per finanziare investimenti, acquisizioni e riacquisti di azioni proprie.
Il miliardario, che lo scorso anno ha lasciato il consiglio di amministrazione di UMG, sostiene che il corso del titolo non rifletta le solide performance operative del gruppo.
«Il prezzo delle azioni UMG è rimasto depresso per una serie di fattori che non hanno nulla a che vedere con l'andamento del suo business musicale e, fatto importante, tutti questi fattori possono essere affrontati con questa operazione», ha dichiarato Ackman.
La proposta prevede anche riforme della governance, tra cui la nomina di Michael Ovitz, ex presidente di Walt Disney, a presidente del consiglio, affiancato da due rappresentanti di Pershing Square.
Reazione del mercato, dinamiche azionarie e contesto del settore
Martedì il titolo UMG è balzato nelle contrattazioni ad Amsterdam, arrivando a guadagnare fino al 24% nel corso della seduta.
Né UMG né i principali azionisti hanno finora commentato la proposta.
Secondo i dati raccolti da Bloomberg, la francese Vivendi SE detiene circa il 10%, mentre la multinazionale cinese Tencent Holdings possiede intorno all'11%. Anche gli altri investitori avranno un ruolo decisivo nell'esito dell'operazione.
Secondo Ackman, anche l'incertezza su che cosa intenda fare alla fine il miliardario francese Vincent Bolloré con la propria partecipazione ha pesato sul titolo. La holding di famiglia Bolloré SE è il principale azionista di UMG, con una quota superiore al 18%, e controlla anche Vivendi SE.
L'analista Nicolas Marmurek di Square Global ha definito l'offerta potenzialmente «morta in partenza» senza il sostegno della famiglia Bolloré, che ha orchestrato lo spin-off di UMG da Vivendi nel 2021 e la sua quotazione ad Amsterdam.
«Dubitiamo che Bolloré accetti condizioni di questo tipo e, se fosse stato favorevole, avrebbe già raccomandato l'operazione», ha osservato Marmurek in una nota di ricerca.
«Si tratta soprattutto di una mossa di Pershing Square per portare la proposta all'attenzione degli azionisti», ha aggiunto.
Resta da vedere se la proposta farà passi avanti, ma ha già riportato l'attenzione su uno degli attori più potenti dell'industria musicale, in un momento in cui i ricavi dallo streaming continuano a crescere.